Il nuovo cielo
Simone Corso
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Dormivo senza riposo tra lenzuola sature d'ossesione,
preda di deliri e sogni d'amore.
Misurando a passi stanchi la sterile piana dei ricordi,
pativo il brusio di dubbi codardi.
Fuggivami il quieto Morfeo e la Musa s'era assopita,
un'unica luce avvampava la vita.
Una fera azzannò lo spirito mio sbronzo di pianto,
e nel buio annaspai verso il chiarore
zittendo il flebile urlo del mio cuore,
vidi oltre il vetro torbido la forza di un nuovo canto.
Infransi la galera e gettai il viso al cielo:
l'azzurro non finiva ai suoi occhi,
che rinvenendo m'apparvero quasi di gelo,
saltarono in petto nuovi rintocchi.
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Simone Corso
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