61 lettori online · 354.485 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale paoloursaia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Satira
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Satira 17 aprile 2009 · lettura 1 min · 5055 letture

Fenomenologia intellettualoide

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
+ Segui
Infarcir paroloni e frasi fatte in discorsi vani, inconcludenti come mosconi ronzanti in pomeriggi d'estate, babele linguistica nel brusio del mondo; citarsi addosso, simulando regni per esser sovrani ed inventar filosofie per esser maestri; atteggiarsi ad iniziati e militare nell'ovvio, politicamente corretto...
♥ 0 💬 18
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Leggendo "Intellettaloidi di tutto il mondo unitevi" di Corinne Maier... divertente, ma non solo...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

Tutte le opere →

Commenti (16)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Bonaffini17 aprile 2009

Come sei solito fare un attacco mosso in punta di piedi ma che arriva come un fulmine... Versi incisivi, brillanti. Apprezzatissima!

Jeannine Gérard17 aprile 2009

versi anarchici, ben strutturati, scritti in un modo molto leganti ma molto intensi... come sarebbe bello essere se stessi, ma purtroppo non è così, ma c'è chi come te riesce a mandare un messagio incisivo... si molto bella

O
Osvaldo Spizzirri17 aprile 2009

Verità indigeste, per i salotti buoni della società,i cosidetti pilastri di culture inventate e poi provate sulle spalle del popolino, le loro cavie... ribellarsi al sistema certo si può...solo sognare, vedere un mondo logico senza iniquità,senza i famigerati scalini sociali, dove la ricchezza sia ripartita in egual misura, e che la gistizia umana e sociale, avesse un unico volto, su ambedue le faccie della medaglia... solo utopia... ci piace la globalizzazione, non lamentiamoci più di tanto loro sono gli ideatori noi solo esecutori, quel poco di benessere, quelle briciole che cadono dalle loro sontuose mense è il nostro pane quotidiano, il nostro benessere... l'aspirazione, che una parte di noi diventi come loro,è cosi l'orologio della vita...

Berta Biagini17 aprile 2009

La nostra vita scorre in questi versi alla quale spesso, purtroppo, ci dobbiamo adeguare in silenzio. Sentita.

Carlo Fracassi17 aprile 2009

Gli intellettualoidi da strapazzo attirano fitte schiere di adulatori lor pari, come mosche sulla cacca ma, per tenersi alla larga, sono tutti facilmente riconoscibili dall'olezzo che emanano. Versi apprezzati e condivisi.

Danielinagranata17 aprile 2009

Quante verità nascondono sempre i versi del nostro attento autore apprezzata e sentita in ogni verso

Frammento17 aprile 2009

...questa mi rimanda ad un'altra poesia che hai scritto... Ma io direi politicamente scorretti, suonerà pur male ma è più logico che sia così... Bella

M
Mau035817 aprile 2009

tema che mi è molto congeniale: troppi tromboni in giro. Apprezzata e condivisa, speriamo che cambi la musica sennò stiamo freschi.

L
Libera Mastropaolo17 aprile 2009

D'accordissimo con l'autore che mi ha preceduto nel commento: arrivi sempre diretto, con fare elegante e raffinato, al punto cruciale. La tua è una satira intelligente oltre che eccellente poesia.

Veleno17 aprile 2009

Versi dritti... incisivi... colpiscono senza tornare indietro di forza intima di ribellione... spunti di riflessione che affiorano spesso nelle poesie dell'autore... in versi eleganti e taglienti. Apprezzata moltissimo

Rasimaco17 aprile 2009

apprezzo e condivido il contenuto che purtroppo al giorno d'oggi é una evenienza troppo frequente

L
Lorenzo Crocetti18 aprile 2009

Quanto io condivida questa poesia, l'autore non se lo può neppure immaginare alla lontana. Condensa in mirabile tratto poetico quello che ho sempre pensato e detto con coraggio magari incosciente, perché non si dovrebbe sempre dire quello che si pensa, senza timori delle reazioni degli altri, perché troppi hanno la coda di paglia. Ed io, che coda di paglia non ho, mi prendo la mia parte, meritata, di sferzate di questa poesia, e se non la sciupassi aggiungere in calce ai primi quattro versi un bel: "e che non dicono un cavolo nulla". E va bene per tutti. Ci siamo capiti, e se non ci siamo capiti, mi sono capito io. E questo mi basta.

mp47pasquino18 aprile 2009

Apprezzata anche da parte mia anche se vivo ai margini di quel mondo che non accetto in toto, in fondo noi vendiamo (si fa' per dire) parole e sentimenti accattivanti, a volte pungenti altre semplicemente parole a volte senza nesso e senso in questo mondo variegato che ha anche i suoi risvolti positivi, nella stragrande maggioranza sprona la fantasia, in alcuni casi crea dipendenza, in altri ottusa illusione e auto compiacenza di chi si pone e a tutti i costi vuole primeggiare... ammiro la sensibiltà e l'acume dell'autore oltre che allo stile asciutto ma gradevole, oltre al modo garbato di porsi...

Silvana Poccioni18 aprile 2009

Pienamente condivisa. La poesia non pretende di farsi maestra di nulla e men che mai il poeta, quello vero. Bellissimi versi, nutriti di sana indignazione. Molto apprezzata

G
Gabriella Caruso18 aprile 2009

il vuoto che circonda alcune parole è assurdo. si parla o si scrive solo per usare parole, ma scusa la mia presunzione, io non mi faccio ingannare tanto facilmente. ritengo di avere capacità tali da capire se chi parla o chi scrive lo fa col cuore, col raziocinio o semplicemente per non dire nulla e stupire. e non c'è nulla di più bieco che truffare con le parole molto apprezzata

M
Mara6018 aprile 2009

Morde con eleganza e senza fronzoli. Riflessione giusta, che dovrebbe farci pensar a quante bolle vute ci circondano. Satira raffinata, poesia vera.