Rabbia
Fanciullino
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Urlo accecato che spezza la quiete
di una canzone con melodie liete,
pugno diretto con forza sul muro
nell'illusione di esser più duro.
Mano che striscia con le sue dita
su una parete che ha sete di vita,
unghie strappate che perdono sangue
e piano con esso il corpo si langue.
Lacrime in vetro in piccoli corsi
rigan energiche i loro percorsi,
pezzi di carne rimbomban ai piedi
frangendo il futuro e i suoi rimedi.
Rossi cristalli a terra dormienti
parlan da soli per tutti i lamenti,
rumori di passi calpestan decisi
il tempo passato con pochi sorrisi.
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