Ti confesso

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Quando s'immettono poesie così "contorte", sarebbe buona norma che l'autore ci desse un accenno pur minimo sul significato. Io, personalmente, mi trovo perplesso. E ancor meno capisco la morale finale. Chissà come ha fatto quel prete a capire finalmene la vita "senza inganni", dopo il colloquio con l'autore. Deve avere un'intelligenza superiore se è arrivato a tanto intuito. A differenza di me, che non ci ho capito niente. Ma anche gli altri, che pur hanno letto, ma senza alcun commento, devono essere sulla mia linea. Concetti astrusi, incomunicabilità della parola, bella evidenza nel sito, apparente superiorità morale. Sono tutti ingredienti per attirare lettori,. Che non se la sentono neppure di salvarsi con un semplice: "Condivisa."
una poesia che inizia in media res e subito ti trasporta in un atmosfera alla Don Camillo e Peppone, è un ottima miscela di ermetismo e di grottesco che sorride sul mondo (piuttosto trito) dell'invettiva contro gli ecclesiastici: ciononostante l'argomento è affrontato in modo intelligente e originale. Ma il sorriso amarissimo del poeta non risparmia neanche i laici: tutti hanno i loro scheletri nell'armadio! mi azzardo a dire, condivisa...
