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Fantasia 19 aprile 2009 · lettura 2 min · 1087 letture

Ti confesso

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Davide Mannelli 25 poesie pubblicate
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Lo vidi arrivare trafelato armato della tunica d'inchiostro, sputando sudore già ghiacciato colato nella croce fatta arrosto. -Ma padre, che succede? -Mi faccia entrare, per favore! -Attento, che quasi cade!... -Mi apra, che vibro dal tremore! Lo feci così entrare nella mia laica bianca chiesa, con carte, penne e alcol tra i sacchi ciondolanti della spesa. -Vuol favorire?...un mandarino?... -No, grazie... che son a digiuno!... -Ma scherza? Mi pare un uccellino! -Son grasso di peccati... solo vino... E gli diedi il rosso più fruttato nella sua gola rantolante di fatica, e lo vidi succhiare senza fiato quel novello già essere suo amico. -Allora, che mai sarà successo? -Perdonami, figliolo... perché ho peccato!... -E l'ha scoperto solo adesso?... -Lo so, mi avevi già avvisato... Singhiozzando come un bimbo mi bagnò tutto il divano, raccontandomi di anni tanto strambi a pregar qualcuno già lontano. -Quante volte, padre, quante? -Tante preghiere, tante, troppe!... -Avanti, si metta pure i guanti... Stuprai le mani di quel prete a colpi di bacchetta assatanata, asciugando i peccati della sete in forma di borraccia immacolata. -Prometta che da oggi cambia vita!... -Sicuro, lo giuro sul mio onore... -Avanti, una bella bestemmiata... E cominciò a sfogar la lingua sui nomi di santi e santerelle, lisciando i peccati nel suo sangue che sgorgò a fiumi lungo i calli. Lo rincontrai il giorno appresso in braccio ad una donna. Rideva, capendo solo adesso... la vita, senza inganni.
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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti20 aprile 2009

Quando s'immettono poesie così "contorte", sarebbe buona norma che l'autore ci desse un accenno pur minimo sul significato. Io, personalmente, mi trovo perplesso. E ancor meno capisco la morale finale. Chissà come ha fatto quel prete a capire finalmene la vita "senza inganni", dopo il colloquio con l'autore. Deve avere un'intelligenza superiore se è arrivato a tanto intuito. A differenza di me, che non ci ho capito niente. Ma anche gli altri, che pur hanno letto, ma senza alcun commento, devono essere sulla mia linea. Concetti astrusi, incomunicabilità della parola, bella evidenza nel sito, apparente superiorità morale. Sono tutti ingredienti per attirare lettori,. Che non se la sentono neppure di salvarsi con un semplice: "Condivisa."

una poesia che inizia in media res e subito ti trasporta in un atmosfera alla Don Camillo e Peppone, è un ottima miscela di ermetismo e di grottesco che sorride sul mondo (piuttosto trito) dell'invettiva contro gli ecclesiastici: ciononostante l'argomento è affrontato in modo intelligente e originale. Ma il sorriso amarissimo del poeta non risparmia neanche i laici: tutti hanno i loro scheletri nell'armadio! mi azzardo a dire, condivisa...