604 lettori online · 357.634 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Amore
Amore 21 aprile 2009 · lettura 4 min · 3289 letture

Il Toro e lo Scorpione

G
Giuseppe Palma 14 poesie pubblicate
+ Segui
Il vento, forte, sull’arida sponda soffiò, in un tempo ormai lontano e come fiato d’aria profonda spazzò via il mio uragano d’una vita giammai feconda. I fiori profumavano l’arcano d’anni privi di gioia immonda, travolgendo tutto ciò ch’era strano. Dei miei occhi eri la Speranza, del cielo fosti la luce stellata ch’io ti guardavo fossi Madonna. Di natura ti sentivo la Donna che sempre, con sete ho aspettata, acqua di cura di quella doglianza. Ho amato di te la bellezza, i tuoi Occhi, lacrima di rosa, il tuo sorriso, lontana brezza. Ho amato ogni tua cosa ogni difetto, ogni leggerezza, bella la tua calma rumorosa che questa mia bocca, di dolcezza sempre calda è di te vogliosa. Ti sognavo come luna serena e come fine pioggia stridente ch’io dormivo, nel favoloso tepore, d’un sogno silenzioso... e tutto diventava niente. Taceva il pensiero con la vena. Suonava la mia anima marina come corde di chitarra in legno, la tua voce tuonava in rima che nulla di te era più degno. Noi, stesse lame di diversa lima eppur, senza far parola o segno nostra l’intesa, nostra la cima dell’altrui e questo regno, tanto sicuri noi ad andare ovunque nel mondo, e non cadere, convinti che mai potesse finire. La forza, ch’abbatte questo soffrire, custodita a me fa tenere la Chiave del tuo pensare. Eravamo la vicina meta, confusione di piante e terra, noi soli fiori di cometa che gli altri rimanevan di serra. Ricordo del tuo viso la creta, la mano, che questa faccia afferra e che di baci rendevi seta. Oggi, diverso piacer sotterra. Avevo solo sogni da sentire, cerco la voce tua strana che null’altro, riesco ad ascoltare. Se all’indietro potessi andare, con un cuscino di lana il dì della fine farei perire. Sei per me, ancora, il Ver’Amore, mi perdo, nella lucida grandezza dei tuoi Occhi di fiera bellezza. Ti penso, mi si scioglie il Cuore e tornami a mente il fragore di quanto t’amavo d’ubriachezza: non v’era via alcuna di salvezza. E a noi stessi era stupore. Il Poeta, che cantò di te a Lecco, sciolse l’inchiostro al Tuo passare ch’al demonio venne d’esser cieco, così i nostri Cuori, come’l mare in un sussulto d’onore greco sull’onde ci facevan danzare. Respiravi. Sentivo il sapore dell’erba fresca e pioggia d’estate, le foglie per terra adagiate ti coloravan le labbra di more. Quelle guance, del miele il sapore, il tuo fiato, pesche profumate, su di me le tue mani posate facevan passar veloci le ore. Quello sguardo mi faceva morire, avrei voluto che di questa Vita tu, fossi il mio dolce patire. Le tue movenze d’aria pulita mi facevan di piacer soffrire ch’oggi, non conosco altra salita. Sei stata la mia primavera, fiori sparsi sulle gonnelle, profumavi come caramelle che stordivo, nel cercar dov’era il segreto, di tanta grazia vera. Per noi, tra loro le sorelle ricamavan la luna con le stelle. E a noi lontana la notte nera. Ti penso, e mi perdo con la mente per un viaggio senza meta, che l’oblio mi rende assente da ogni Illusione di creta. Chiudo gli occhi lentamente, e i tuoi ricordi sono seta. Le tue mani, schiuma di mare leggera, dava al mio viso la gioia nascosta d’un sorriso. Nulla mi divide dall’Amare quel tuo corpo su cui cenare, cantuccio nel vino rosso intriso. Lontano da te, mi sent’ucciso senza il tuo spoglio altare. E poi, quel tuo orecchio ad uncino, ne facevo con le dita un amo stonando canzoni, a te vicino che coi nostri corpi ci fondevamo. E come stelo di fibra di lino tremavi, al sentir che ti amavo.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
L'autore
Giuseppe Palma

Giuseppe Palma è nato ad Ostuni il 10 novembre 1978. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Lecce, attualmente svolge la professione di Avvocato presso uno studio legale di Milano. Scrive poesie dal 1996 e sinora ha pubblicato alcuni suoi libri di poesia, e, alcune sue poesie sono inserite in parecchie antol

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Lorenzo Crocetti21 aprile 2009

Se Dante Alighieri fosse personaggio contemporaneo e avesse titubanze a immettere l'intera sua "Commedia" in questo sito perché un po' lunghetta, dopo aver visto questo elaborato gli passerebbero tutti i dubbi. Una poesia questa che, nel suo stile bizzarro classicheggiante, quasi da duecentesco poeta, finisce per far disperdere la comprensione, perdendosi in una lunghezza che, a parer mio, poteva essere abbondantemente limata e ridotta.