Fronte russo
In marcia per l'intero giorno
Con l'arma stretta in un abbraccio
Le spalle ricurve portano lo zaino
Sotto gli scarponi la terra è ghiaccio
Vediamo arrivare la sera e nascere il mattino
Mentre la ritirata è fatta a casaccio
Di freddo si muore persino
Ci si abbandona ad un gelido abbraccio
Tutto intorno domina il bianco
Ogni suono risulta ovattato
Ma si ode il disperato pianto
Di chi per la prima volta a Dio si è affidato
Sembriamo ombre in un pomeriggio assolato
Armati solo del nostro coraggio
Alle spalle il Don abbiamo lasciato
Intanto preghiamo come fosse già maggio
Ai compagni nemmeno la pietà delle bare
Stringiamo nelle mani le loro parole
Che potranno alle madri sembrare
Un tiepido raggio di sole
A casa vogliamo tornare
Dalle mogli per fare l'amore
E della guerra possiamo raccontare
Che non esiste incubo peggiore
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Commenti (1)
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Davide Balzani22 aprile 2009
Molto apprezzata la scelta del soggetto e la struttura. Piaciuta.
