Sguaina la spada
Luca Ventura
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Luce in bagno d'ombra nel candido solstizio
splendido pensiero soliloquio della mente
vento fra le fronde che inebria ogni parola
cantando dolci strofe d'un sentire a me negato
Mia dolce dama bianca, la luna ti riflette
scrutando nel silenzio percepisco perfezione
in ogni tuo sorriso il canto mio s'accende
destando con violenza sorrisi d'oltreluce
Volgi lo sguardo al sentiero scosceso
che lungo separa il pensiero dall'atto
cercando il sopire d'arcana fenice
che sorge dal fuoco d'antico retaggio
Pensa ad ogni passo che mente t'impone
non merita l'alma il subire altro squarcio
seppur così complessa rinuncia m'è obbligata
che l'urlo dell'assurdo sopisca ogni dolore
Sguaina la spada templare ancestrale
prendi la vita del drago nascente
non farti turbare dall'esile aspetto
tributo del tempo sarà la sua brama.
©
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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