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Morte 24 aprile 2009 · lettura 1 min · 1180 letture

Non resterà nulla di un poeta

Christian Valentini 137 poesie pubblicate
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Il tempo passa, lo sai Che non possiamo tornare Indietro a voler giocare A far finta di avere un'amarezza Per non riuscir a trovare una certezza Tra le mani inesperte di bambino. Noi che ci voltiamo e siamo già perduti, le nostre parole smarrite, i pensieri taciuti da un dolore lontano che d'improvviso riaffiora, ma un viaggio in paradiso guarisce a quest'ora dove siamo distanti dalla solita inquietudine, dove non assaporiamo la tristezza della solitudine. E il coraggio di voler cambiare, amore tu lo sai come saper camminare mostrandosi dignitosi nel dolore, avendo nel profondo del cuore la dolcezza della primigenia cristianità, la forza di nuotare nel sublime mare della VERA verità. Non resterà nulla di un poeta, della sua passione, della sua sofferenza, la sua anima possiamo solo intravedere mentre vola piano nella sua trasparenza, di più non possiamo udire, né vedere. No, non resterà nulla di un poeta...
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la transitorietà delle cose del mondo...

L'autore
Christian Valentini

Ciao a tutti, mi chiamo Christian, ho 25 anni e abito a Terracina in provincia di Latina, una cittadina sul litorale tirrenico. Sono molto contento di far parte di questo sito, dove vi sono molte poesie belle ed interessanti. Io scrivo poesie basandomi su quello che mi succede intorno e in che modo io lo percepisco, e

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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti24 aprile 2009

Sono anch'io d'accordo. Non resterà nulla di un poeta. E che può restare? Indendiamoci, sto alludendo solo ed esclusivamente a me stesso. Francamente non è brutta questa poesia, dove almeno c'è il tentativo di una ricerca e di una spiegazione, che però sembra perdersi, a mio parere, in un'eccessiva lunghezza di versi che avrebbeo potuti essere raccolti in più stretti e compressi concetti. Non male dunque, malgrado queste mie precisazioni che, ripeto, sono assolutamente frutto del mio sentire e possono quindi essere giustamente contestabili e non condivise.

Rita Minniti25 aprile 2009

Un pensiero triste aleggia inesorabilemente tra questi versi, dove l'interrogativo che l'autore si pone, non lascia spazio a nessuna risposta. La paura, di non sapere che della poesia, e dei poeti, resterà qualcosa, ha segnato l'animo di chi, sicuramente in un tedioso momento, ha avuto nel cuore questi pensieri. Probabilmente sarà così, chi lo può dire ma... sappiamo tutti che la poesia resta. Resta nel cuore di chi verrà dopo di noi, nel cuore del vento e per sempre. In quel vento che oggi ci fa scrivere, tra le sensazioni che oggi ci fanno emozionare quanto soffrire, perché la poesia, e l'anima del poeta... sono una delle poche cose che sopravviveranno al tempo. Intensa anche se tristemente espressa.