L'incontenibile
Enrico De Marzo
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Chi celi davvero
o mite poesia?
Forse
nuvole e macigni,
parole vuote
o colme d'orgoglio.
Sei fiore appena colto,
e profumi sai,
di pace e miele.
Affido a te,
ciò che la voce
non può dirle,
ciò che l'animo
prova da tempo,
e confida a te,
che sei eterna
complice.
Ho sempre creduto
che la vita potesse donare
solitudine e stretta al cuore,
che il destino fosse già narrato,
che i sogni mi avrebbero celato,
all'amor suo reale.
Lei solo lei,
dentro me,
solo lei,
ancora dei giorni miei.
Ed io stelo senza foglie,
nudo al gelo,
senza lei,
urlo al vuoto...
...in me
è respiro intramontabile,
è battito,
abitudine;
se si volta,
già mi manca,
se si scosta,
il gelo avanza
nel cuor.
Nei pensieri miei sai,
mi appartiene,
così fragile, libera,
solo lei musica e parole,
incertezza ed emozione.
E fa male
la sera senza stelle,
la vita senza gli occhi suoi.
Fino a lei,
sono solo anch'io,
e scruto il cielo
per cercar sai
l'incontenibile.
Legaci al cuore,
amica poesia,
dissetaci di
passioni,
dai alle fiamme
ciò che proviamo.
Solo lei, ed io,
lacrime al vento,
briciole in terra,
piume d'angelo...
Solo noi,
vittime d'amore,
noi frammenti.
di destino
e di parole.
Chi sono io poesia?
E tu,
partecipe sei,
segreti illeciti
porterai in grembo...
...tu,
poesia per me
più vera,
di tante disfatte
e mai infedele
compagna di vita.
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