Triste gioventù

Fili intrecciati di perline colorate al collo,
sottili capelli biondi
in cerca di un'ordinata ribellione.
Una patacca indelebile
risalta sul bianco carico di lustrini.
La borsa piena di vestiti sporchi
pronti per ritornare.
Tristi i suoi occhi, muta la sua voce
come un automa
continua a giocare ridendo.
Sembra più grande in quelle scarpe candide
macchiate solo da qualche lacrima scesa di nascosto.
Brusco è il suono del campanello
ritorna alla realtà cambiando umore.
Non voglio andare
voglio solo restare.
Stringe forte la mia mano
a cercare l'estremo riparo.
Non voglio andare...
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Commenti (1)
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Carmine Branco3 maggio 2009
tristezza del fanciullo che non può far altro che sottostare alla crudele legge dei grandi. angosciante ma vera nella sua bellezza.
