Canto primo (prologo)
Carmine Branco
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Oh dolce fior di Toscana,
dolce quanto il tuo nome:
Palma che nel deserto
stendi la tua ombra.
Dove spandi ora i tuoi
rami ed il tuo profumo
a riparo del vagante
che, alla tua oasi approda?
Dove stenderai le tue radici
per cercar l'acqua che salva
il peregrino che soccombe?
Oh Amor che di te ha preso
il mesto solingo cuor,
di un uomo che ha perduto
casa, prole e onor;
se di te o dolce Palma
si potesse tesser lode,
anche il divo, ben
più degno in versi,
canterebbe della tua bellezza
il candor, ben più di questo
misero poetucolo che di te
vuol gustar il sapor!
Ma, ahimè, che degno
io non sono e a quale immane
compito, il Fato, mi ha condotto
e di te io parlo, misero,
con labbra impure di peccatore.
Ti conobbi or si per caso,
ma il destino, il dì pria
aveva sognato, che il mesto
doveva inebriarsi del di te
dolce liquore.
E se per caso queste parole,
o madonna, breccia ti faranno
al cuor, io misero poetucolo,
avrò da te la grazia di amarti
e chiamarti per sempre, Palma,
mio unico eterno sole.
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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RaggiodiSole12 maggio 2009
In questi versi traspare tutto l'ardore dei sentimenti verso la donna Vera e Ideale, appunto. Si legge in un crescendo di emozioni che il nobile cuore del poeta ha steso come un rosso tappeto ai piedi dell'amata. Stupenda lirica e tanto apprezzata nella sua forma e ricchezza.

