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Impressioni 6 maggio 2009 · lettura 2 min · 1302 letture

Paese mio

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Annysea 161 poesie pubblicate
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Come il salmista voglio cantarti il canto dell'emigrante che torna; alzerò le mani, come il muezzin, verso le tue colline, scenderò scalza verso le tue pianure di timo; intingerò pennini in neri calamai di occhi; verrò a vendemmiare grappoli nell'oro delle tue estati. Paese mio, il tempo è maturato, le stagioni sono mutate, ma la stella che mi dimora dentro è ancora lì, ancorata ad un uncino di luna. Voglio ricordarti negli inverni avari di neve, pensarti come un vecchio ricurvo, intento a fondere rimpianti alle memorie col rosso attizzatoio del camino. Sono venuta nell'ora del vespro a raccogliere inviti di campane, quando suonano gioiose come un'agitarsi di ali, quando espandono suoni di porpora e d'oro, e paiono accarezzare le pieghe dell'anima. Voglio cantarti, nelle feste d'autunno, quando sciami di ragazze srotolano arcobaleni di sguardi per catturare perle di sorrisi. Labbra di zafferano. Sorrisi di cannella. Occhi che ammiccano alla vita avvolta ancora tra sogno e incantamento. Ti canterò nell'ora del tramonto, quando il secchio solare s'immerge nel pozzo delle tue acque azzurre, si perde oltre l'inarrivabili monti della Sila, si adagia sotto la verde trapunta dei vigneti. In quell'ora, ti sarò vicino come si fa con un padre, ti dirò dell'aratro e della zolla, della falce e del grano, della cesoia che s'abbevera alla mano. Ti parrà di sentire una preghiera, mentre s'incendia l'orizzonte nella sera.
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L'autore
Annysea

Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “

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Commenti (2)

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Giovanni Monopoli6 maggio 2009

sembra sentire le campane di un paese a me caro, un paese che rivive la sua storia nei meandri della poesia

Gesuino Curreli6 maggio 2009

Il filo della nostalgia si è avvolto a meraviglia sopra il fuso della memoria, e la matassa della storia si dipana come il volo del falco pellegrino che cerca, senza batter le ali, le correnti ascensionali per giungere a quel punto in cui tutto è puntigliosamente osservato. Poesia di penna e di memoria, di verso breve e lungo che asseconda musica e la storia del "borgo natio", mai dimenticato al pari del primo vero amore.