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Brevi 7 maggio 2009 · lettura 1 min · 4280 letture

L'Ingiustizia

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Stolta credenza a condannar rara bellezza nel sentenziar di un volgo che nel pregiudizio trova insulsa accusa... ed è condanna certa.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (17)

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Marco La Rosa7 maggio 2009

Versi che sanno di sentenza ad inchiodare qualcuno e qualcosa... Brevità apprezzata anche perché il concetto è espresso a pieno senza strafare aggiungendo possibili rime superflue.

mp47pasquino7 maggio 2009

Ho avuto ed ho ancora un gatto nero, una micia nera, direi Persiana non di razza pura comunque, non ho pregiudizi anche se mi passatra i piedi a volte intralcia e si fa inciampare, se questo vogliamo paragonarlo al detto popolare, ma quanti altri gatti lo fanno... opera apprezzata pur nella brevità, ha il suo aroma poetico

Nadia Mazzocco7 maggio 2009

"Stolta credenza/a condannar/ rara bellezza" Come l'ho apprezzata... la veritá in una bella poesia.

Antonio Biancolillo7 maggio 2009

Questi... striscianti... mendicanti di condanne certe, di pregiudizi inculcati... e la bellezza passa inosservata... ignare vittime di giudizi che ti rendono quello che non sei è... Molto apprezzata.

Paolo Eroli7 maggio 2009

Una poesia che fa del suo profondo ricercare una ricerca vera ed assoluta sulle verita'! bei versi!

Jeannine Gérard7 maggio 2009

stolta credenza, pregiudizi e bellezze che vengone vedute come peccati... ma i pregiudizi sono sempre esistiti, non curarsene è meglio... verità amara in poche righe ben strutturate

Kiaraluna7 maggio 2009

Superstizione: necessità di giustificare l'ignoranza. La caccia alle streghe finirà mai? Versi appropriatamente graffianti... molto molto apprezzati.

P
Paolo Faccenda7 maggio 2009

Un concetto viene espresso in modo netto e conciso, l'incapacità molto radicata nel passato, di apprezzare la grande rara bellezza, che veniva mal vista e condannata anche ad aspre pene, e che ancora adesso persiste nei giudizi e pregiudizi della gente! Bella!

Anna Maria Obadon7 maggio 2009

Il nero, nella nostra società, ha sempre dipinto negatività: l'uomo nero che rapisce i bambini e li mette in un sacco, il diavolo è nero, le persone di colore fanno ancora fatica ad inserirsi in vari contesti e devono comunque dimostrare di essere migliori... stessa sorte per i gatti che secondo la superstizione portano sfortuna. Quanto preconcetti... perché non riusciamo ad accettare una bellezza diversa. Piaciuta.

Lina Sirianni7 maggio 2009

Riesce a dare il senso profondo al "pregiudizio" veramente

Berta Biagini7 maggio 2009

Anch'io ho una gattina nera e non è certo la prima ma la terza e per tre anni ne ho avute due insieme nere – se avessero portato male... ma, siamo nel 2000, si può credere ancora a queste cose!.

Carlo Fracassi7 maggio 2009

Il mondo è pieno di stolti e non sono neppure neri!

I
Ilenia Corsi7 maggio 2009

Ho anche io una gattina dal pelo nero è la mia gioia bella poesia l'ho gradita

M
Mau03587 maggio 2009

il discorsocredo sia molto molto più largo di quanto appare. la poesia? EMBLEMATICA. PIACIUTA E RICCA DI SIGNIFICATO

Danielinagranata7 maggio 2009

Sono d'accordo con Carlo e poi comunque nel 2009 crediamo ancora a queste cose? ebbene si ci crediamo vecchie superstizioni originale breve e bella

Rasimaco7 maggio 2009

in pochi parole ed una manciata di versi una stoccata da far impallidire il più abile spadaccino di lingua... bella e suona come una sentenza proprio come dice il buon Marco bellissima nella sua veste straordinariamente sintetica

Azar Rudif10 maggio 2009

Condivisa ed elegante come le movenze di un felino. Purtroppo gli uomini preferiscono le razze canine a quelle feline perché sono più attaccate al padrone, ma io preferisco la libertà di un gatto che rimane fedele a se stesso e tratta da pari il suo presunto padrone.