Lacrime rosse, sul corpo del battitore abbattuto
Marco Canonico Baca8175
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Raccolgo i sassi della mia lapidazione,
me li sistemo intorno, in ordine crescente.
Che sia pesante e polveroso il cappello
di questo cumulo, di slanci eloquenti e sentenziosi.
Il migrare dell'aria, segnala il sepolcro,
bruciano gli occhi di chi osa perdonarmi per amarsi.
Io continuo a sbraitare, nelle teste dei vermi,
Satana è lo zerbino che mi permette di non seguirmi.
Vivere la morte, è un vincolo dei vinti.
Io sono lo scacco matto.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
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