Requiem per lo straniero

In una stanzetta di periferia
Mohamed studia e poi bacia Maria,
ma è scaduto il suo permesso di soggiorno
sarà rimpatriato e non farà ritorno.
In quel campo a raccoglier pomodori
si suda fatica senza mietere allori.
Anche i diritti per voi sono sprecati
perché siete soltanto degli immigrati.
E se ti ammali o stai per morire
tu devi solo tacere, non lo puoi dire.
Perché coui che ti dovrebbe curare
rischia il suo sangue sul tuo stesso altare.
Ma forse qualcosa ti può consolare
che sul metrò avrai la carrozza centrale.
E per chi ha lasciato la guerra e la fame
cos'altro può esserci da desiderare?
©
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L'autore
Angela
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Commenti (2)
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Lina Sirianni9 maggio 2009
Versi che che portano in un argomento attuale, tante voci si levano a raccontarle, ben vengano a farci riflettere sulle condizioni di persone che soffrono... Apprezzata
Berta Biagini9 maggio 2009
Un triste tema quello di oggi che ci porta a riflettere sulle condizioni in cui vivono molte persone che giungono nella nostra terra. Sentita.


