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Introspezione 13 maggio 2009 · lettura 1 min · 8750 letture

Piangi Pagliaccio

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Sorriso incerto su volto che di marmo resta dischiude labbra che sembrano parlare ma l'espressione che calce tiene in viso disdegna lacrima che dal cuor vuole sgorgare. Ma io andrò oltre quello che è il normal sentire ed ad occhio stanco la mia preghiera vorrò levare... Piangi Pagliaccio dai in pasto al mondo quelle pene che cuore spento fatica ormai a portare. Vita ti diede crudele punizione nel dover ridere celando il tuo dolore. Piangi Pagliaccio io piango insieme a te destin comune ci mise alla mercè... lacrime amare quelle che dovrai versare nelle tue tasche profonde come il mare. Chicchi di sale quelli che vedrai sparire quando il tuo Io si stancherà di quella maschera ed alla Vita facendo mille ed una capriola... da giocoliere vorrà di nuovo tornare.
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La poesia è stata correttamente inserita nell'argomento introspezione ma ha anch'essa un secondo volto. E' una dedica ad un amico a me molto caro che mi auguro riesca presto ad andar oltre e, confrontandosi con se stesso, a prendere ...una giusta direzione. Grazie a tutti ab

L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (19)

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mp47pasquino13 maggio 2009

E' un bel Pierrot, questo pagliaccio in fondo buono, testimone di un recitare che l'ha portato a soffrire... mi viene da pensare ad una persona che conosco, spero anche io che dopo mille ed un capriola torni... Letta ed apprezzata piacevolmente.

Giulia Aurora13 maggio 2009

come pagliacci ci maschera la vita ma chi scrive a me pare si segnata a tratti dai percorsi ma cristallina e vera bella

P
Paolo Faccenda13 maggio 2009

Essenso questa un'introspezione non posso che notare la sofferenza e la tristezza emessa da questa sempre dolce e sommessa poesia, immaginando appunto (come peraltro viene in modo chiaro espresso dalla poetessa) la sofferenza a dover usare con la gente spesso per convenzione sociale una maschera sempre ridente o sorridente, che si fa anche fatica a sostenere, come la classica figura del clawn, e mi chiedo perché una dolce bella sensibile donna come la nostra autrice..., ma capisco appunto nella logica della società produttiva che impone ciò. Dunque però la chiusa è piena e ricolma di speranza che ribalta quanto già espresso, ritrovandosi in una autentica dimensione. Poesia estremamente bella!

Anna Maria Obadon13 maggio 2009

Siamo tutti dei clown perché troppo spesso spinti da ciò che gli altri vogliono vedere e sentire, adeguiamo la nostra maschera alla situazione. Sono stata colpita da un recente fatto di cronaca che ha confermato quanto siamo tutti pronti a decretare condanne verso qualcuno al momento debole. Ritengo che quando un uomo cade e non ce la fa a rialzarsi dovremmo tutti farci un vero esame di coscienza per capire quanto si sia fatto veramente per non "farlo morire".Riflessione profonda, molto apprezzata.

F
Fabrizio Ronchi13 maggio 2009

Abbiamo tutti una maschera bella introspezione bella dedica versi profondi e riflessivi piaciuta moltissimo

Berta Biagini13 maggio 2009

Non è facile al giorno d'oggi vivere celando ciò che è in noi poiché sembra che intorno nemici specchi debbano come avvoltoi risucchiarci in quel qualcosa per poi farci sentire quello che non siamo. Sta a noi saperne uscire a testa alta non avendo niente da nascondere. Così l'ho sentita.

Lina Sirianni13 maggio 2009

Le ragioni degli altri potremo interpretarle secondo il nostro sentire ma forse non capiremo mai appieno quello che succede a chi è triste e la motivazione che lo porta ad esserlo... Molte delle cose che succedono sono dovute al nostro modo di essere ... Poesia molto sofferta e apprezzata

I
Ilenia Corsi13 maggio 2009

I tuoi versi così sentiti e pieni di affetto arriveranno al cuore del tuo amico un'anima sensibile e buona veramente molto molto bella

Nadia Mazzocco13 maggio 2009

Ritengo che questa poesia sia eccezionale .Da rileggere e ricordare.

Ernesto13 maggio 2009

l'autrice è dotata di un immenso coraggio... molte persone, continuano per la loro strada, credendo che è la loro natura... ma non si accorgono, che in realtà sono molto di più di quello che credono di essere... molto bella... brava...

Paolo Ursaia13 maggio 2009

Le maschere... ci difendono, a volte ci rinchiudono in uno schema in uno schema senza uscita... poesia intensa, tesa, dolorante... molto piaciuta

Carlo Fracassi13 maggio 2009

I versi possono certamente riferirsi non solo a sé stessi ma anche a terze persone, come ha voluto sottolineare l'autrice dicendoci: "Badate bene quella non sono io!" Ma chissa! Tutti noi portiamo una maschera perché lo spettacolo della vita deve continuare nella recita di come gli altri ci vogliono, gai, sorridenti e senza pensieri, anche se abbiamo la morte nel cuore! Il paradosso qui proposto e che trovo superlativo è "piangi pagliaccio, a prescindere dalla maschera sorridente che porti, perché solo così potrai essere te stesso ed essere felice!"

Antonio Biancolillo13 maggio 2009

...Una maschera per forza... un sorriso sempre stampato per gli altri ... tra gli altri ...ma che in realtà quella maschera può nascondere un pianto straziante... per non mostrare quello che si ha nel proprio cuore. Che stupenda poesia da rileggere in ogni parola.

S
Scorpio13 maggio 2009

Splendidamente colorata, il cuore di un pagliaccio è un cuore grande senza fine, splendida dedica a una amicizia che sicuramente ricambierà. Splendida

Danielinagranata13 maggio 2009

Il pagliaccio deve sempre essere sorridente e fare ridere ma chissà quanta amarezza e tristezza porta nel suo cuore bellissima poesia una dedica splendida

L
Lala13 maggio 2009

Poesia che tocca il cuore in tutta la sua malinconia e tristezza ed accarezza l'anima per tutta l'amarezza che il pagliaccio trattiene dietro alla maschera. Il brano musicale accentua tutto il dualismo e la mestizia della figura descritta . Letta e riletta, piaciuta tantissimo

Paolo Eroli13 maggio 2009

davvero una bella poesia che nella sua tristezza fa apparire ancor piu' grande il silenzio e la sofferenza celati dietro una maschera... Bella!

Sono versi molto, molto intensi che riusciranno sicuramente a raggiungere colui al quale sono indirizzati... Parole schiette di condivisione del sentire e accorate... Molto apprezzata...

Saverio Chiti13 maggio 2009

fingere alla vita il proprio dolore, nascondere agli altri ciò che veramente riempie il cuore. Ma un giorno tutto finirà e con delizia verrà alla luce ciò che adesso è scambiato per mestizia. Molto bella, così come è bella dedica... apprezzate entrambe.