Lavavetri
Sara Acireale
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Con la pioggia
la neve o il sole,
negli incroci
c’è sempre lui.
La sua voce
si sente echeggiare:
"fammi lavare i vetri
signore, per favore".
E’ il fratello arabo
che viene da lontano
a lavare vetri
e a vendere i suoi sogni
intrisi di tristezza.
Non chiede elemosina,
se l’auto è ferma
ti guarda
e i vetri comincia a lavare.
E piega la schiena
il nero fratello.
le spalle sono curve
per il grande fardello.
I suoi neri occhi brillano
ha fame di giustizia
e di libertà.
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L'autore
Sara Acireale
Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (1)
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Mauro19 maggio 2009
Capisco lo spirito che l'autore a voluto infondre a questo scritto e in parte lo condivido, me è pur vero che se non si regolamenta la cosa, ci si trova ogni giorno a subire 4 lavaggi oltre le elemosine di donne e bambini ormai a tutti i semafori .

