Ecce Homo

eccomi
in questo tormento
che è la poesia
versi che scorrono
-torrenti alpini-
su pagine bianche
vergini di inchiostro,
sussulti di inquietudine
sospiri di piacere
vibra la mia pelle
in questa emozione
che si rinnova
-pelle di nuova serpe-
tra sogni e silenzi
parole che s'intrecciano,
alchimia di arcana magia,
in una armonia
che è grido di anima,
alla vita,
all'amore
al piacere
aspettami
vagabondo lettore,
ospite della mia voglia di dire,
ascolta il mio bisbiglio,
lascia scorrere il sangue dai miei polsi
lacerati da questa bramosia
-curiosità invadente-
osserva il colore degli occhi
riflette il verde dei miei boschi
il bruno di quelle terre di centro
il cielo di Aries
immerso nel plenilunio
guida del mio cammino
senza confine,
sulle tracce delle mie radici
fatte di parole,
di frasi scritte,
di pensieri gettati tra righe di sogni
-illusione d'onnipotenza-
effimera certezza
permanente dannazione
tra luce e tenebra
©
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