dea tra le stelle
chi mi credeva ormai non mi crede,
io che forse da Cupido mai colpito son stato,
in questo dì mi esilio
e son gioioso dei miei sogni
che si mutano in pugni.
la mia gioia è lei,
il suo corpo è un mistero tra Orione e Cassiopea,
ove rispledono due stelle: i suoi occhi.
in lei ritrovo la vivacità della vita
scura nei suoi capelli.
sul suo fondoschiena Venere e Michelangelo
han voluto scolpire il sedere perfetto.
nel suo sorriso ritrovo la difficoltà della conquista
che mi bacia e se ne va
per lasciarmi solo nella mia verità:
amare una divinità in terra
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!