Pietre
Fanciullino
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Pietre nere dal sole bruciate
ai lati d'un treno che sfreccia veloce,
spigoli vivi e facce taglienti
che guardano il cielo dai raggi incidenti.
Frammenti di roccia rimasti in disparte
perché troppo diversi,
come i poeti che piantano versi.
E germoglia il timore di restar fuori
fuori da un mondo che calpesta i fiori,
che li tira,
che li piega,
ma che mai riuscirà a non farli rialzare.
Scorre la pioggia lungo i bordi affilati
e lo fa così in fretta che non sembran bagnati,
scorre decisa senza stare a pensare
se essi meritano quel suo carezzare.
S'avvicinan tra loro le singole pietre
in quell'esser sole che le rende speciali,
si sfiorano,
si toccano,
si incastrano,
l'una nell'altra
come magia, senza bugia.
E rimarranno così,
strette,
vicine,
unite,
nel comune lottare contro
chi non vede,
chi non ascolta,
chi non capisce.
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L'autore
Fanciullino
Commenti (1)
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Ausilia Giordano24 maggio 2009
I versi sono esposti con vivacità di colori e la rima è ottima. L'argomento, insolito, spicca per originalità.

