L'ombrellone racconta
Mario Chinello
14 poesie pubblicate
+ Segui
Variopinto, fragile e subitaneo tetto,
indiscusso re dell'assolata spiaggia,
quante sensazioni celi sotto l'arcuata forma,
fedele nel mantener discreto il verbo.
Può essere l'inappagato desiderio di qualcosa,
magari l'effimero miraggio d'una conquista,
la soddisfazione pel meritato riposo...,
sentimenti diversi, posti l'un sull'alro,
sovente troppo grandi per sì piccolo cerchio.
Potresti raccontare di colei,
che pur non amando il mare,
non sfugge all'appuntamento con la vanità;
che migliore platea non v'è, atta a mirar
la reale o presunta sua bellezza.
Potresti descrivere le amarezze o le gioie,
le ansie o le speranze ancorché disattese: di chi?
Scegli tu! Nessuno è immune,
esse sono la tempra della vita.
Riecheggiano le ingenue e tenere frasi e
le prime effusioni di quei due innamorati,
svelando loro promesse quasi mai mantenute
ma non per questo meno opportune e belle;
mentre il tuo uguale, allineato a te sull'arenile,
potrebbe gridare alla perenne brezza,
l'atteggiamento ipocrita e malevolo
di quella inacidita arpia gracidante:
"oh Signore, che scandalo, che tempi!"
Può essere cagion di scandalo la fiorente vita?
Quanto potresti parlar di "Lui",
possente e fiero, sguardo tagliente,
non cammina, avanza con ostentata sicurezza;
pare a lui che tutti e tutte debbano mirarlo
e che il solo suo apparire abbia a sollecitare
chissà quali reconditi appetiti.
Sciocco! La sentenza è già pronunziata
da un imparziale e severo giudice
che in egli degnamente alberga: l'ignoranza.
Potresti dire agli smarriti genitori
che il pianto accorato del bimbo loro,
è per la caramella finita sulla sabbia,
perché il dolce e colorato chicco
era ormai diventato parte di sè;
egli l'avea tenuto tra le sue rosee labbra,
sciogliendone fin nell'anima la dolcezza
e un tal connubio non poteva cessare così.
Noto un certo disagio e non mi stupisce,
anche tu, avvezzo al quotidian sentire,
fingi di non cogliere ciò che solgono dirsi loro,
loro? Si, loro, i due sereni
che tanto van dicendosi coi gesti e con gli occhi.
Donde arrivi quella complice armonicità
adorna di anni e di crepuscolar calore,
non ti è dato di saperlo,
non dolertene, meglio così!
Non sempre giova capire.
Tiranno è il tempo al tuo riparo e
volge al tramonto il nostro incontro;
ti lascio distesa di nuda vita,
vado via, e anch'io lascio a te
fungo sottile e benevolo,
un po' della mia storia
che il tempo un dì condurrà alla meta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Mario Chinello
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
