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Introspezione 29 maggio 2009 · lettura 1 min · 2870 letture

Sfogliando pagine della mente

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ho eretto la mia mano salutando il tempo. Sono solo un filo d'erba fra i papaveri senza colori vivi nella sera. Prospettiva d'abisso in gonfie nubi di memoria là dove i ricordi sono solo riverberi di sole e la notte diventa un non morire lento.
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Rasimaco

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Commenti (18)

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Paolo Ursaia29 maggio 2009

Crepuscolare e raffinata... un animo ripiegato a considerarsi. Elegante, asciutta, molto piaciuta...

Cuccu Anna Maria29 maggio 2009

Poesia cupa e crepuscolare dove le ombre sembrano prevalere sulla speranza. Malinconia e rassegnazione. Intensa e profonda. Stupenda.

Jeannine Gérard29 maggio 2009

un filo d'erba tra i papaveri, ma non è anche un filo d'erba che arrichice il papavero, da solo non sarebbe bello, il rosso è accentuato dal verde seppur d'un sottile filo, anzi, forze essendo unico lo si vede meglio, poi questi ricordi che ritornano sempre come reverberi di sole, ma la notte ... molto bella ma anche questa poesia fa correre in fretta questo tempo che già ci perseguita veloce... bella. non mi voglio ripetere, ma piu di dirlo non posso... versi molto raffinati...

Azar Rudif29 maggio 2009

Il trascorrere del tempo comporta il collezionare i ricordi come fossero francobolli. Poi, un giorno vai a rivedere i francobolli e ti accogi che ce ne sono di belli e di brutti, da buttare e da conservare, quando ciò accade vuol dire che abbiamo ancora spazio per collezionare ricordi e francobolli.

Giulia Aurora29 maggio 2009

molto bella ma piena e vera nella sua tristezza ...

Anna Maria Obadon29 maggio 2009

Il tempo che trascorrere ci rende lentamente " scoloriti": quando si nota indifferenza negli sguardi altrui e forse si vive di troppo passato, di un presente che passa senza sogni... e il futuro una nebulosa in cielo. Bei versi malinconici ma molto reali.

Lina Sirianni29 maggio 2009

E passerà anche questa notte lenta ... Arriverà il sole che farà svanire le nuvole cambiando la prospettiva... Versi si tristi ma spendidi

Berta Biagini29 maggio 2009

A volte lasciarsi abbattere da pensieri come questi di oggi non fa certamente bene – l'unica cosa buona è il poter assaporare qualcosa che ci entra veramente nel cuore facendoci rimanere a bocca aperta estasiati - tanto da non finir di leggere per non dimenticare quello che (mi ripeto) il cuore sente veramente. Molto molto sentita.

Marco La Rosa29 maggio 2009

Una vena malinconica fa da supporto a questi splendidi e profondi versi. Apprezzata.

Danielinagranata29 maggio 2009

Sfogliamo pagine di ricordi in raffinati versi che coinvolgono tristi e malinconici ma di una bellezza unica che conservo

M
Mau035829 maggio 2009

malinconico autunno, questi versi, carissimo e( qui c'era una parola di stima incondizionata NON PERMESSA) Autore. ma anche in autunno le famose ottobrate potranno arrivare, no? facciamoci dunque coraggio.

Federica Bernardini29 maggio 2009

Si percepisce la stanchezza della vita vissuta della quale ormai non servono più nemmeno i ricordi, perché spesso fanno male. Si rifiuta la percezione dei colori, morti anche quelli. Infinitamente triste e la tristezza coinvolge chi legge queste magnifiche parole. La tua capicità di coinvolgimento è straordinaria. Ma la vita può offrire tanti colori. I colori invernali ed autunnali, sono a volte i più belli visti con gli occhi della persona matura. Grazie per la tua capacità di regalarci ogni giorno una nuova, emozione.

Antonella Bonaffini29 maggio 2009

Una riflessione pacata, consapevole e raffinata la tua... un pensiero che si tinge di una sottile malinconia che si lascia assaporare... solo da conservare!

P
Paolo Faccenda29 maggio 2009

Poesia che segue una linea di triste certezza e forte consapevolezza, paragonabile per questo deciso sentire( secondo me) ad alcune straordinarie liriche dell'ermetismo: Quasimodo e Ungaretti. Ovviamente molto profonda e bella!

Giovanni Monopoli29 maggio 2009

poesia che segue una linea di tristezza ma che recita una grande intensità poetica come del resto questo autore ci ha abituato e che leggiamo con piacevole emozione

Angela29 maggio 2009

Non ce la facciamo ad abbandonare i nsotri ricordi e terremo quella mano alzata in eterno saluto solo così con l'illusione di averli ancora i ricordi seppur in una lunga agonia riusciamo a vivere godendo gli ultimi bagliori del crupuscolo. Forse il vero segreto della vita è imparare a prolungare le illusioni per tutto il tempo che ne abbiamo bisogno

L
Libera Mastropaolo29 maggio 2009

Sei il papavero più alto ed importante del campo, altro che un filo d'erba... La tua poesia scende nell'anima e trascina nell'immensità del mare d'oro. Bellissima.

Carlo Fracassi29 maggio 2009

Riverberi di luce sulla strada del nostro declino rischiarano il nostro ultimo tratto rendendolo meno pesante. Troppo belle queste poesie, non me ne perdo una e così vedo, con piacere, tanti altri!