Impressione di un pomeriggio di fine maggio
Silenzio alcolico.
Necessito aiuto
per sopravvivermi.
Voluttà autodistruttiva;
non è altro.
Non è dipendenza.
Mai.
Ma quando ho finito
ne ho nuovamente bisogno.
Desidero solo vita.
Ma poi cos'è?
Non lo sapete voi,
poiché non lo so neanche io.
Allora taccio,
inebriato dalle mie
insensate parole,
e attendo qualcosa.
Chissà cosa;
ma spero,
bramoso di novità,
solo in un sussulto di vita
in fondo a tutto.
In fondo soprattutto a me.
Schiavo del mio corpo,
legato con un cappio
alla morte,
nel disfacimento
quotidiano
della mia mortale anima.
Non prego,
perché non credo;
non voglio salvare
ciò che non possiedo,
ma avrei bisogno,
talvolta,
di non darmi ascolto.
Muoio
ogni attimo
come tutti,
ma vedo
negli occhi della gente
l'inconsapevolezza
di quello che mi strugge.
Non so
se lodarmi
o maledirmi.
Perciò ricerco
l'inconsapevolezza
con la mia bieca corruzione.
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Commenti (1)
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Carlo Fracassi31 maggio 2009
Magari potessimo essere meno consapevoli! Per noi ci sarebbe il regno dei cieli al posto di quello della tenebre... i poeti non scrivono di notte!
