Ner quartiere mio
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M'immagino un diverso titolo "dove abita Cristo", perché quel vicolo è luogo di povertà, persino il sole si rifiuta di scaldarlo, e si fa fatica a conciliare il pranzo e la cena. Però il sentimento dell'amicizia e della comunanza umana non può mancare, e si può bussare alla porta di chi ci abita. E c'è una colonnina, dove l'autrice può bagnare le dita, forse per segnarsi, in un afflato finale di preghiera. Cristo non abita nello sfarzo, ma dove c'è degrado e miseria. Se l'ho buttata proprio di fuori, non me ne voglia la gentile poetessa. Pensi solo al mio incosciente coraggio... e mi scusi.
Opera sociale, si, si porta appresso il cuore quel vicolo, un angolo di cielo dove naufragare la propria esistenza, in quel vicolo affondano radici d'umanità, metaforicamente è li la vita... piacevolmente letta ed apprezzata. Non so perché leggendo ho avuto un flash, il film "Miracolo a Milano" con Paolo Stoppa ricca di sociale umanità in quei vicoli pieni di gente misera Dio scelse per loro l'ascesa al paradiso. Perdon, volevo dire "con" non "di" in quanto per me lui ha recitato quella parte assieme a De Sica da maestro.
Gli ultimi, i disprezzati, e la loro incredibile ricchissima umanità, fatta di cose piccole e semplici, e di condivisione. Ma è proprio in quell'angolo che abita e vive un Amore che va al di sopra di tutto, che non discrimina, e che tutti raccoglie.
