Passato/ presente
E, quando il mio tempo sarà avaro di raccolti
me ne verrò, come vecchio viandante,
tra i tuoi filari, o terra.
Me ne starò pensosa sulle tue rovine,
come dinanzi a cattedrali disertate dalle rondini.
Piangerò sulle tue radici, propaggini d'abbandoni:
raccoglierò i pampini superstiti,
come guerrieri che tornano sconfitti da impari battaglie.
E, forse, udrò ancora il canto delle vendemmiatrici
spargere armonia tra i vigneti,
e voci e risate salire verso le mute colline,
che un giorno profumarono di timo e di mortella.
Come vecchi turiboli arrugginiti,
spanderanno incenso i miei ricordi,
e forse udrò ancora mio padre,
chiamare per nome ogni ceppo,
e trionfante donarmi il primo grappolo
che tagliava il traguardo contro il sole.
E, forse, vedrò ancora mia madre,
col suoi capelli serrati
in ruvide guardiole di cotone,
a trattenere rivoli di sudore,
pregno di fatica e dignitoso lavoro
quando, con acque di sorgenti avìte.
in calici di mani innocenti dissetava arsure.
Allora cercherò un appiglio per non cadere:
mi smarrirò in un dedalo di ricordi,
troppo amari, troppo dolci,
troppo "presenti", per definirli "passato"
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L'autore
Annysea
Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “
Commenti (2)
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Danielinagranata31 maggio 2009
Una "perla" da conservare tra le mie "perle" è struggente bellissima arriva al cuore e ti travolge con commozione piaciuta moltissimo
Giovanni Monopoli1 giugno 2009
è tutto un poetico canto che si sprigiona in ogni verso spingendosi nei ricordi del tempo

