Quell'angolo di Paradiso
Quell'angolo
è stretto
troppo mio Dio
e mio Tormento
Cerco di posarvi i piedi
di tenerceli dentro
ma inesorabilmente
un passo mi sfugge
oltre
E vivo l'incubo
di cadere all'Inferno
sento l'angoscia del buio
incipiente
Nero seppia mi invade la mente
m'affoga l'anima
sulfureo ricordo
Stringo il corpo
affamo l'anima
ed ecco si riaffaccia
celeste visione
Appena riassaporo
il profumo di steppe d'estate
appena
e già straripa il cuore
nella più cupa delle torri
senza l'uscita
Eppure conosco
di cosa è fatta ogni stella
e quale è il nome,
beato,
della mia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia1 giugno 2009
Angoscia, eppure, fede che sorregge, che apre uno spiraglio. Condivisa, piaciuta
