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Sociale 6 giugno 2009 · lettura 1 min · 3161 letture

Triste Ristoro

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Cos'è quel tremito improvviso del tuo mento? Non piangere non siamo in molti e chi lo scafo guida sa come può esser il vento... traditore. Lui sa che un'onda si può alzare all'improvviso sputando su di noi un 'ennesima volta. Non piangere ti prego... scappammo per poter viver un sogno lo abbiamo anche pagato mettendo in vendita ogni cosa... anche l'orgoglio. Dormi tranquila adesso. La notte scese su una vecchia barca che perse tutto quanto e la follia umana inabissò speranze corpi crudele e sadica si mosse come una serpe... ed uccise ogni entusiasmo. Morire non arrecò dolore a quella gente. Il mare non fu carnefice di quelle nere sagome ma si cibò di lacrime... e la marea che chinò il capo dinanzi ad un'alba seducente non vide galleggiar buie ghirlande... ma solo triste ristoro.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (7)

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Paolo Ursaia6 giugno 2009

Dura ed intensa, di grande verità...versi asciutti, che travolgono. Molto piaciuta

A
Andrea Debbi6 giugno 2009

Versi che entrano in profondità nel tema assegnato, con lo sviluppo argomentato delle sensazioni scaturite e le immagini come flash tambureggianti. Molto bene.

Veleno6 giugno 2009

Profondità d'animo e grande realtà...pochi colori... ma vivi di malinconica tristezza. ...forti e duri. Piaciuta moltissimo

Cuccu Anna Maria6 giugno 2009

Tristissimo epilogo, che spesso si verifica, perché il mare sa essere traditore e ci vuole ben poco per rovesciare quei miseri barconi su cui esseri sofferenti cercano ristoro in patria straniera e trovano solo morte. Stupenda nella sua tragicità.

Kiaraluna6 giugno 2009

Non è il mare il carnefice, ma solo il rifiuto all'uguaglianza nel diritto alla vita, vita trascorsa a scavar gradini sotto terra per confinarci gli umani indegni di respirare la nostra stessa aria. Forse, l'annegare i sogni nel mare, non è per loro la peggior tragedia... la tragedia è vivere da rifiutati. Bella e straziante.

Berta Biagini6 giugno 2009

La follia umana spesso è qualcosa di veramente tremendo quando senza scrupoli coinvolge poveri indifesi.

Sonnyfox7 giugno 2009

Triste la disperazione, triste l'inseguimento di un sogno che cosi poche volte si avvera, triste il vendersi la dignità, triste l'essere rifiutati, tristi le lacrime di chi ami, triste anche l'ultimo ristoro. Angoscia, disperazione, tristezza cosi ben trasmesse... a chi sa raccoglierle. Stupenda!