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Natura 10 giugno 2009 · lettura 1 min · 4224 letture

L'acero

Nadia Mazzocco 354 poesie pubblicate
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Sola nel vento, solo il suono delle mie campanelle mi fa compagnia. Ora suonano impazzite, spaventate dall'agonia del vecchio maestoso acero. Il vento crudele lo stá torturando spogliandolo delle sue foglie, piegando i suoi rami fino a fargli toccare la terra. Rami come braccia tese a chiedermi aiuto.
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Campanelle chiamate Scacciaspiriti, le avevo appese sotto al porticato. E nel mio giardino in Italia, quell'acero l'aveva piantato mio padre... Non potró fermare la scure, quando andranno per abbatterlo. Mio amato acero, io direi a quegli uomini, che anche se alcuni tuoi rami sono malati, a primavera spuntano sempre nuove gemme e nuovi rami, e una parte di te vivrebbe ancora per me. "Verde que te quiero verde." "Verde vento. Verdi rami."

L'autore
Nadia Mazzocco

La diffusione della poesia per me è importante ,anche se sono solo una piccola goccia in un mare di Poeti che contribuiscono a dare vitalità nuova alla Poesia.

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Commenti (7)

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A
Andrea Debbi10 giugno 2009

un legame, quello con la natura, che ha sempre un impatto struggente e vivido. Piaciuta

Danielinagranata10 giugno 2009

Bello questo il sentirsi tuttuno con la natura che ci circonda bella la poesia bella la nota piaciuta

Antonella Bonaffini10 giugno 2009

Ma è bellissima... con me sfondi una porta aperta... io le piante malate me le prendo tutte... le mie più belle stavano ad un passo dal cassonetto! I rami come braccia a cercar aiuto... anche loro hanno un'anima, verissimo. Ti conservo con gioia!

Paolo Eroli10 giugno 2009

quei rami rappresentano le ramificazioni di un amore paterno... difficile da dimenticare o far sparire ...Profondo sentimento in versi: Bella poesia!

Berta Biagini10 giugno 2009

Una nota che sembra una preghiera mi ha lasciata a bocca aperta per il grande amore che si legge fra le righe e la poesia talmente è infuocata che sembra di vederlo quell'acero. Piaciutissima.

P
Paolo Faccenda11 giugno 2009

Bella molto! Mi ha colpito in una lettura istantanea, la natura che si anima e soffre, come l'acero, oserei dire come noi, in una proiezione d'immagine, a chiedere aiuto. Poesia comunque che si apre a più spunti d'interpretazione, ma non riesco a vedere in quell'acero nient'altro che un'anima, un'anima che soffre! Molto molto bella!

Rasimaco11 giugno 2009

si rimane sempre legati a ciò che noi abbiamo vissuto nella nostra infanzia... fosse un albero come un animale o un qualsiasi altro oggetto o essere munito di anima o di soffio vitale... stupenda é come aver dato vita a quell'acero...