L’"Internapoli"
Era il tempo in cui c’era l’"Internapoli",
che radunava a sé parecchi popoli,
stanchi per i soprusi quotidiani
e fiduciosi in un altro domani.
Era il periodo che spingeva al Vomero
ogni Napoletano ch’era povero
di fandonie trasmesse da duemila
anni di storia senza alternativa.
Guardavano le genti su al "Collana"
con speranza che non sembrava vana
di cambiare le cose sulla scia
d’una vita che avesse un’altra via.
Per proporre un modello alla metropoli
e per fondare ben diversa Napoli,
appoggiava la folla quella squadra,
sognando un’esistenza meno agra
(scendevano da quel colle sublime
le leggere e leggiadre signorine,
e tra di loro soprattutto una
prometteva la grande mia fortuna).
Nulla è rimasto più dell’"Internapoli",
che non poteva fare dei miracoli
nella città in cui tante cose nuove
fanno la fine del Novantanove
(e quelle signorine non possiedono
più quel garbo d’allora, ma presiedono
a funzioni di vecchie mamme o nonne
del tempo d’illusione e notte insonne).
©
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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