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Introspezione 14 giugno 2009 · lettura 1 min · 2164 letture

L'inizio della fine

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Matteo Testi 106 poesie pubblicate
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In cima al monte della vita un uomo tende la mano al proprio destino. Non per abbandonarsi ad esso ma per aver accettato il proprio cammino. Stanco di penare chiude gli occhi al mondo ormai solo. Si commuove per un attimo come un bimbo che per la prima volta geme anche se l'uomo nella sua esistenza non aveva mai bagnato il suo viso con delle lacrime Piange. Prima del momento che rivela l'inizio della fine si addormenta con la speranza di trovare qualcuno che lo attende e con l'amarezza di pensare che nessuno lo rimpianga.
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Matteo Testi
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Commenti (6)

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Erika Natale14 giugno 2009

Queste rime riversano una profonda introspezione. In cima al monte della vita, alla fine della vita, un uomo tende la mano al proprio destino, abbandonandosi ad esso e accentando il fatto di essere giunto alla fine del cammino della sua vita. Ormai stanco di penare chiude senza fretta gli occhi e, come un bimbo che piange per la prima volta, versa la sua prima lacrima. Si spegne con la speranza di trovare qualcuno in un un posto migliore e con l'amarezza in bocca di pensare che nessuno in questa vita passata lo possa rimpiangere. Poesia stupenda e estremamente profonda e intensa. Accurata, sentita, condivisa e davvero molto Bella! POESIA...

Antonella Bonaffini14 giugno 2009

Versi molto malinconici, sapientemente strutturati che si lasciano piacevolmente leggere. Bella, molto bella.

Danielinagranata14 giugno 2009

Arrivare alla fine della vita e guardarsi indietro quanta strada fatta quanti rimpianti lacrime forse qualche gioia la consapevolezza di essere solo e di non avere nessuno a rimpiangerlo toccanti versi che mi hanno emozionato e strappato una lacrima

Berta Biagini14 giugno 2009

Incredibile come questi versi possano arrivare in fondo al cuore – un viaggio sofferto che non trova pace ma solo speranza – solo il titolo è poesia. Da rileggere.

Antonio Biancolillo14 giugno 2009

Riflessione vera ed intensa che ci offre questa poesia... Stupenda quella mano che la nascita tende alla vita... e all'inizio della fine ripassare la propria mente nei i rimpianti e ritrovarsi nella propria solitudine e paura che nessuno possa rimpiangere... Molto profonda, piaciuta tanto e condivisa.

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Gabriella Caruso14 giugno 2009

delicatissimi e pieni di accettazione questi versi che entrano nel profondo. lasciano nel contempo pace, serenità e amarezza- motlo bella e sofferta.