Gocce di vetro
Fanciullino
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Piove,
gocce di vetro mi tagliano il viso.
Ricordi riflessi su ciò che rimane
di uno specchio
rotto
dal tempo che passa,
avanza spingendo qualsiasi sogno
verso una terra che ha sempre sete
di delusione,
di desideri infranti,
che uno sull'altro se ne stanno in disparte
nell'angolo d'una stanza chiamata vita.
Un piccolo cumulo di vorrei sbiaditi
di magari,
di forse,
di chissà,
così colorati appena fioriti
con le loro foglie di dolci speranze,
ma che ora
muti,
inermi,
osservan la realtà delle cose.
Pesa la pioggia,
incolpevole portavoce della malinconia,
un intimo segno d'un cielo che triste
guarda il mondo da lassù
dove le stelle son a portata di mano,
dove potrei sfiorarti il viso
in un sol istante,
se tu lo volessi
ancora.
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Fanciullino
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