Il giardino delle viltà
L'orco misogino dietro scudi virtuali strappò dell'orchidea i petali bianchi che sparsi per terra rimasero
L'orco misogino dietro scudi virtuali strappò dell'orchidea i petali bianchi che sparsi per terra rimasero
Forma ch'acceca il senno Forma che imbriglia la sostanza Inutili fronzoli e poveri orpelli che di sole apparenze
Cosa siamo oggi, più vecchi d'un giorno secondi, minuti e ore che si riproducono incestuosi di sessanta in
Indelebili macchie nere seminate sul lucido velluto d'una coltre rossa che stesa al sole sta su fragili fili d'erba Di
Alcuna infausta sorpresa, la sola riprova del diniego Ormai esule dal suo cuore, semmai ci sia stata Altra speme non
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