Lirica
Prima che la danza vertiginosa delle Ore impietosa avanzi e giunga la Notte sul suo carro carico di ombre
Prima che la danza vertiginosa delle Ore impietosa avanzi e giunga la Notte sul suo carro carico di ombre
Qui, su un letto di verde erba, sotto queste svettanti querce centenarie, lauri e cipressi ombrosi, io t'offrirò
Felice io sono, che posso trascorrere l'oggi senza pianto, e cantare, ispirato dalla Musa che assiste questo poeta
Il tuo riso mi dà la felicità che desidero. M'allevia la tristezza e mi riconcilia con la vita; mi allarga
Spira, propizio Libeccio, e sospingi a Nord questa bianca nube, solitaria nel vasto azzurro. Tappeto volante come
Le tue mani, morbide e a piccoli fusi, non mi stancherò mai di baciare, come fossero mani di una dea, della mia
L'una e l'altra guancia, i begli occhi sorridenti, il collo longilineo coprirei di baci, come un tempo, un tempo
Non potrò tirar fiato finché non ti rivedo, poiché sei tu l'oggetto di tutti i miei pensieri,
Come tanti aquiloni, alti nel cielo, mando a te i miei pensieri; come tanti spiritelli mando a te i miei sospiri, a che
Carezzevole musica sotto un cielo al tramonto vergato di nubi rosso- grigie giunge dalla piazza del borgo. È
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.