 | Compresi:
non tutto sarebbe stato lieve,
non tutto avrebbe retto la luce.
E tuttavia,
non cadere.
Non cedere
al peso invisibile dell’infortunio.
Allora,
senza avviso,
cominciarono a piovere rose.
Sulla ferita,
sul silenzio,
su ciò che ancora tremava,
un fiore dopo l’altro
ad aprire l’aria.
E l’anima,
quasi senza saperlo,
si vestì di primavera:
un salto lieve,
una gioia improvvisa,
luce
che impara a dirsi
speranza. | 

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| Ogni mattina, lo specchio.
Non il volto:
la traccia lieve dell’Essenza.
.
Dal vetro freddo
sale un tremore di luce,
come se l’alba
cullasse sogni sopiti
in un riflesso che respira.
.
Silenzio.
.
L’Essere accade
nella minima vibrazione dell’istante,
e nelle braccia
una marea senza nome
si inclina, trabocca,
appena detta.
.
Non c’è pelle,
solo un’antica sete
di dissolversi in ciò che è,
di ardere senza forma
nella chiarezza che trema.
.
E nella pienezza-
così profonda da ferire-
palpita un’assenza:
.
l’Uno.
.
Allora,
sul bordo dello sguardo,
un anelito palpita
come stella segreta,
appena sorretta
dalla luce che la nomina.
.
E tuttavia,
.
senza rumore,
senza centro,
.
Tu
.
apri il mattino
nel primo respiro della primavera:
.
ciliegi in fiore.
.
ACUNANDO LA ESENCIA DIVINA
.
Cada mañana, el espejo.
No el rostro:
la huella leve de la Esencia.
.
Desde el vidrio frío
asciende un temblor de luz,
como si el alba
meciera sueños dormidos
en un reflejo que respira.
.
Silencio.
.
El Ser acontece
en la mínima vibración del instante,
y en los brazos
una marea sin nombre
se inclina, desborda,
apenas dicha.
.
No hay piel,
solo una sed antigua
de disolverse en lo que es,
de arder sin forma
en la claridad que tiembla.
.
Y en la plenitud-
tan honda que hiere-
late una ausencia:
el Uno.
.
Entonces,
en el borde de la mirada,
un anhelo titila
como estrella secreta,
apenas sostenida
por la luz que la nombra.
.
Y sin embargo,
sin ruido,
sin centro,
.
Tú
.
abres la mañana
en la respiración primera de la primavera:
.
cerezos en flor. | 

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| Continui nella mia mente
come un chiaro giorno di primavera.
.
Non come ricordo,
ma come luce che si posa
su questa terra che è l’anima mia,
e la ricopre
di fiori selvatici,
di colori intensi
che non cessano.
.
Colori che sognano,
che mi conducono
a praterie senza fine,
dove l’orizzonte
non è distanza
ma cammino condiviso.
.
E in quel procedere,
la tua mano:
.
tiepida,
generosa,
.
appena a sostenere
il palpito della gioia
che fiorisce.
.
Un sogno lieve
si china nell’anima,
e tutto è primavera.
.
Ma nel profondo
palpita un’altra memoria:
.
quella del primo frutto,
la ferita luminosa
che ci ha consegnati al desiderio.
.
E nella carne del mondo,
una chimica segreta
ci dissolve,
.
ci smarrisce
in un oceano senza rive
dove l’ardore respira.
.
Allora il bosco:
.
foglie che cadono
come scintille vive,
come baci accesi
nell’aria che ci chiama.
.
E nella pelle,
una fiamma silenziosa
che non dice,
ma arde.
.
Non è eccesso:
è l’antica sete
di toccare l’infinito
nell’effimero.
.
Le menti brillano,
brevi bagliori,
ardente battito
che attraversa l’ombra.
.
E stretti a questo istante,
senza forma,
senza difesa,
.
ci disfacciamo:
.
non in perdita,
ma nella profonda
e tremante
ansia d’amare. | 

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| Sebastian respira
l’aria gelida del mattino.
Nevica.
Il freddo insiste
sul volto,
e il vento,
tagliente,
lo chiama.
Si stringe nel cappotto,
affretta il passo,
ma non è l’inverno
a inseguirlo.
È altro:
una memoria senza forma
che ritorna
senza giungere.
Un tremore nel tempo,
ombre di colore
sfiorano il vissuto,
come se qualcosa,
molto antico,
guardasse da dentro.
E in quell’istante sospeso,
la domanda:
se queste tracce
non siano nate qui. | 

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| Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nelle sue poesie come fonte di ispirazione e di conforto. È come lei stessa dici:
“La bellezza ha un linguaggio proprio, così come le emozioni... il nostro Palpito Interiore che salta come una stella scintillante nel grande oceano chiamato mente.
Un mondo tutto nostro, che ci permette come individui che siamo, di esprimere la nostra personalità creativa, il nostro lato artistico.
L’Arte, la poesia come espressione quotidiana, come espressione urbana, immagine, suono, linguaggio... O semplicemente incitare la nostra immaginazione, idee, sentimenti, percezioni e sensazioni.” |
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