Gli occhi di Linda
Andando a casa, vedo una vecchietta con due grande buste piene di
spesa, che faceva fatica ad attraversare la strada. Le chiedo se posso
aiutarla e lei, con un dolce sorriso, mi dice di si. Dopo 20- 30 metri
arriviamo nel portone del suo palazzo e lei mi invita a prendere un
te a casa sua. Accetto con piacere ed entriamo nel suo appartamento al
terzo piano. Una casa pulita e bella, come una signora di una certa
età, dove il tempo ha lasciato le orme senza nascondere la bellezza …
Intanto che Linda, (così si chiamava), preparava il te, io sfogliavo un album
grande e pesante. Ho notato moltissime foto,, di Linda, tra ragazze e
ragazzi e ho capito che lei aveva fatto la maestra di professione. Tra
musi, sorrisi, pose e pagine, mi ha colpito una foto di una bella
ragazza, messa al centro tra le foto dell’ altre ragazze, in modo
tale che le altre foto sembravano petali intorno a quel viso stupendo
e sorridente.
Mentre Linda stava mettendo il te nelle tazze io sentivo, più che
curiosità, il bisogno di chiederle chi era quella ragazza. Ma quando
lei, dondolando con il vassoio nelle mani, si è avvicinata, mi sono
sentito imbarazzato e non ho avuto il coraggio di chiederlo.
- È stata maestra, ho sbaglio?
- Si vede, vero?
- Si … certo …
- Bei ricordi. Lì dentro c' è la maggior parte della mia
vita, impegnativa ma bella e soddisfacente. Con tanti di loro non ho
tagliato mai i legami. Ci vediamo ogni tanto e mi vogliono bene. Non
ho avuto figli, perché non sono stata mai sposata, ma comunque è come
se avessi avuto tanti figlioli a cui ho voluto e ancora voglio un
mondo di bene.
Quando parlava dei suoi ex alluni, gli brillavano gli occhi, come una
mamma che parla dei propri figli adorati.
E così, passavano giorni, settimane e mesi, e il pensiero di quella
bella ragazza della foto era diventato, per me, uno chiodo fisso e
desideravo andare, più per lei, a casa di Linda. Dopo tante visite,
un giorno ho preso il coraggio di chiedere a Linda della foto. Mentre
stavamo prendendo un caffè, posai la tazza sul tavolo e presi
l’ album sfogliandolo con le mani tese, come ogni muscolo del mio
corpo, anche se in apparenza sembravo tranquillo.
Avevo pensato di agire in modo meno imbarazzante,
chiedendole informazioni su più di una foto, e lei, passionale,
spiegava raccontando ogni tanto qualche storia legata alla persona.
Mi tremavano le mani, quando è arrivata la pagina giusta:
- E questa …? gli ho chiesto, chi è?
Lei ha fatto una pausa guardandomi sorridente.
- Questa sono io quando avevo 18 anni. Mi piaceva l’ idea di
trovarmi in un certo modo tra i miei ragazzi, nella stessa età …
Divertente, vero?
Immobile, per un po’ di secondi, le mie pupille scoprirono, come un
archeologo sotto le rovine del tempo, quel sorriso dolce, bello,
incantante di Linda.
Dentro di me, ho cercato di cancellare l’ idea incisa, non da poco, che
quella ragazza forse è stato il mio primo vero amore …
Sono passati tanti anni e Linda non c’è più. Ogni tanto vado a
visitarla e le porto i fiori, e mi piace di metterli in un modo che
cadano sulla sua foto cercando di non coprire gli occhi belli e
sorridenti, per quali mi sono innamorato davvero …
spesa, che faceva fatica ad attraversare la strada. Le chiedo se posso
aiutarla e lei, con un dolce sorriso, mi dice di si. Dopo 20- 30 metri
arriviamo nel portone del suo palazzo e lei mi invita a prendere un
te a casa sua. Accetto con piacere ed entriamo nel suo appartamento al
terzo piano. Una casa pulita e bella, come una signora di una certa
età, dove il tempo ha lasciato le orme senza nascondere la bellezza …
Intanto che Linda, (così si chiamava), preparava il te, io sfogliavo un album
grande e pesante. Ho notato moltissime foto,, di Linda, tra ragazze e
ragazzi e ho capito che lei aveva fatto la maestra di professione. Tra
musi, sorrisi, pose e pagine, mi ha colpito una foto di una bella
ragazza, messa al centro tra le foto dell’ altre ragazze, in modo
tale che le altre foto sembravano petali intorno a quel viso stupendo
e sorridente.
Mentre Linda stava mettendo il te nelle tazze io sentivo, più che
curiosità, il bisogno di chiederle chi era quella ragazza. Ma quando
lei, dondolando con il vassoio nelle mani, si è avvicinata, mi sono
sentito imbarazzato e non ho avuto il coraggio di chiederlo.
- È stata maestra, ho sbaglio?
- Si vede, vero?
- Si … certo …
- Bei ricordi. Lì dentro c' è la maggior parte della mia
vita, impegnativa ma bella e soddisfacente. Con tanti di loro non ho
tagliato mai i legami. Ci vediamo ogni tanto e mi vogliono bene. Non
ho avuto figli, perché non sono stata mai sposata, ma comunque è come
se avessi avuto tanti figlioli a cui ho voluto e ancora voglio un
mondo di bene.
Quando parlava dei suoi ex alluni, gli brillavano gli occhi, come una
mamma che parla dei propri figli adorati.
E così, passavano giorni, settimane e mesi, e il pensiero di quella
bella ragazza della foto era diventato, per me, uno chiodo fisso e
desideravo andare, più per lei, a casa di Linda. Dopo tante visite,
un giorno ho preso il coraggio di chiedere a Linda della foto. Mentre
stavamo prendendo un caffè, posai la tazza sul tavolo e presi
l’ album sfogliandolo con le mani tese, come ogni muscolo del mio
corpo, anche se in apparenza sembravo tranquillo.
Avevo pensato di agire in modo meno imbarazzante,
chiedendole informazioni su più di una foto, e lei, passionale,
spiegava raccontando ogni tanto qualche storia legata alla persona.
Mi tremavano le mani, quando è arrivata la pagina giusta:
- E questa …? gli ho chiesto, chi è?
Lei ha fatto una pausa guardandomi sorridente.
- Questa sono io quando avevo 18 anni. Mi piaceva l’ idea di
trovarmi in un certo modo tra i miei ragazzi, nella stessa età …
Divertente, vero?
Immobile, per un po’ di secondi, le mie pupille scoprirono, come un
archeologo sotto le rovine del tempo, quel sorriso dolce, bello,
incantante di Linda.
Dentro di me, ho cercato di cancellare l’ idea incisa, non da poco, che
quella ragazza forse è stato il mio primo vero amore …
Sono passati tanti anni e Linda non c’è più. Ogni tanto vado a
visitarla e le porto i fiori, e mi piace di metterli in un modo che
cadano sulla sua foto cercando di non coprire gli occhi belli e
sorridenti, per quali mi sono innamorato davvero …
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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