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Sociale e Cronaca 21 gennaio 2012 · lettura 3 min · 1366 letture

SESSANT’ANNI, ANNI SESSANTA (corre il tempo, anche sul filobus)

Antonio D’Auria 4 racconti pubblicati
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“ Gino, ehi, Gino… “

 

Uhm, lasciatemi stare…

Piuttosto fatemi godere questa arietta fresca, mentre fuori ci sono trenta gradi. E poi vuoi mettere questo sottofondo musicale piacevole: ti fa passare prima il tempo da Viale Italia alla stazione.

Anche se non riconosco queste canzoni; tanti tamburi e tum- tum.

Una musica un po’ africana!

Però che strano. Ed ora che ci penso, tutta questa gente di colore in autobus e lingue sconosciute.

Quella bella ragazza poi mi sembra russa.

Ma cosa è successo in Italia? Siamo forse di nuovo in guerra?

Din, bip, don, deng…

E quest’ altra musichetta?

Ma guarda. Viene da quel, quel… portasigarette? No! Ci parla dentro! Uh cos’è?

Quante cose strane da raccontare ad Emma tornando a casa se, ahimè, fosse ancora accanto a me. Oh, vero non mi ci abituerò mai. La vecchiaia, la malattia…

 

“ Biglietto signore! “

 

“ Prego? “

 

“ Mi fa vedere il biglietto o l’ abbonamento? “

 

“ Oioi, ma se l’ ho pagato entrando in busse al Nedo, il bigliettaio, che come al solito non aveva il resto, tanto che dico sempre: Abbonatooo!”.

 

“ Non so cosa mi stia raccontando, guardi che il biglietto va acquistato prima di salire o dall’ autista, con costo maggiorato. Se non ce l’ ha, devo comminarle una sanzione! “

 

“ Oioi, e questa? Ma Nedo dov’è? Nedooooo!”

 

“ Gino, Gino svegliati.

Ginooooo!!! Siamo al capolinea.”

 

“ Come al solito ti sei addormentato. O cosa ti danno da bere al circolino? Siamo arrivati, sbrigati che voglio andare presto a casa, che si va dai Lenzi a veder Canzonissima. “

 

“ Nedo, oh Nedo, ma… stavo sognando! “

 

“ Si guarda, solo te sei capace di dormire sodo da Viale Italia a qui e fare pure i sogni. Tieni il resto del biglietto. Dai, si fa la strada insieme. E copriti meglio, che è proprio freddo.”

 

“ Uimena, se ci fosse ancora la povera Emma!”

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Antonio D’Auria

Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.

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I '60 sono amati perché portavano miglioramenti. (Antonio Terracciano)

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