Riflessioni di un bambino
C'era quell'occhio che mi perseguitava, ogni volta che la notte giungeva con le sue ombre a cingermi d'assedio. Era come una penetrante spada di Damocle, che non cessava mai, di imporre il suo impero sul cuore. E la libertà era Dea, entità fluttuante, con le profumate vesti, mai lorore o pregne delle stesso fango in cui ero immerso, sollevata dalle umane inquietudini, solo e puro spirito echeggiante, oltre la portata delle mani sporche. Ogni sogno, odorava di quelle vesti al risveglio e l'eco dei suoni della voce, affievoliva l'estenuante chiacchera del ritmico, quotidiano dilemma, mai risolto, mai affrontato.
Poi, nelle ore più calde della giornata,ogni cosa cessava di essere una forma definita, trasformata in sfocata realtà a cui ero legato, che mi vestiva e divorava, con le sue consuetudini, minacciosi artigli verso l'anima,che timorosa, si ritirava nell'angolo più oscuro. I giorni si susseguivano sempre più rapidi, senza una linea di confine, separatrice dei più lieti e tristi.
Poi ogni cosa prese un senso, ogni istante vissuto, raccontò il significato al successivo ed un enorme, maestoso mosaico senza confini, coprì ogni dubbio e l'alba di quel primo giorno di vita, fu luminosa, piena di soavità, di un lungo suono armonioso che invase ogni profondità, donando quella serenità di cui tanto, avevo cercato, senza successo, il sorriso. Presi quel poco che mi era stato donato ed andai verso altri luoghi, ove cercare fortuna, luoghi in cui il mio nome fosse sconosciuto, il mio viso, un viso fra tanti e la mia voce, confusa nel bruscio di urlanti primavere.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella (Nutellina Cinzia Pallucchini)
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