Polvere da sparo
A volte mi prende così
quella voglia di buttare giù parole
sperando di trovare quelle giuste
per riuscire a descrivere un qualcosa
che altrimenti a voce farei fatica a dire
anche se non c'è niente da spiegare;
come gocce di pioggia
cadono sul foglio queste parole
e inondano i quartieri
e scorrono nelle strade più vecchie di loro
e scivolano dagli ombrelli delle persone
che non vogliono lasciarcisi bagnare...
com'è bello il rumore della pioggia,
com'è bella quando scorre sulla faccia...
queste parole valgono più di un sorso di birra
o la caduta di una foglia o un'altra ancora,
queste parole sono tappeti, strascichi autunnali,
queste parole senza pretese
come le serate in cui guardo la luna
e mi bevo la notte con piacere,
queste parole sono lì per me
e vagiscono, rimbombano,
non sono gettate lì così, no, sono lì per me
e tornano, ritornano, come la luna nel pozzo,
come il mio volto riflesso nella tazza del cesso,
queste parole mi aiutano e mi dicono:
“Noi siam sempre qui, non ti abbandoneremo,
ti capiamo, indipendentemente dalla forma
o dalle linee di pensiero generale, siamo qui
- scovaci - Siamo ciò che senti! Siamo ciò che vedi!
Siamo i sensi, la tua polvere da sparo!”
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
Commenti (2)
I confini tra la poesia e la prosa sono labili, e l'autore qui ce ne dà una valida testimonianza, con un racconto scritto in una forma e con un'intensità tali da potere essere scambiato per una poesia: è prosa poetica. Il concetto espresso, l'incondizionato amore per le parole, ultime fonti di salvezza, forse, per vite spesso quasi insignificanti, può agevolmente, immagino, essere condiviso da ogni amante delle belle lettere.
Anche per me questo è un testo altamente poetico. Sono proprio felice di averlo letto.