Note di battaglia per un amore
Dolci note d'amore suona il mio cuore. Sento il desiderio di te mia fata del ciel. Dirtelo non oso sono ormai senza riposo. La stanchezza mi colpisce, la mia forza mi tradisce. Troppo tempo passato all'inferno, a combattere l'anima mia nera posseduta da un male assai antico come l'immenso infinito. Ho combattuto demoni ed orchi e ciò che ho visto ha lasciato il segno, più se avessi visto Mefisto. Sogni, speranze, spesso affrante. Giochi, pensieri sempre veritieri. Lancia il sasso e nascondi la mano, chi sono io il tuo capitano? Unico esse diverso tra i diversi, ma che dico ci sono gli ossessi. Nasce un amore, fatto di promesse, ma saranno vuote ed infrante si leste. Per anni si va avanti con i cuori infranti. Deciso di partire, senza ormai un avvenire. Orchi maledetti, demoni depressi. Volevate vinta averla, vi credevate nel giusto senza la verità raccontare. Credevate franca di poterla fare. La verità vi si rivolta contro. La vostra ossessione l'avete stravolta e contorta senza passare dalla porta.
Amore che dal desiderio mi avevi preso, unica mai amata di più senza reso. Te volevo senza dire alcuno, sempre ho detto di amarti come altra nessuno. C' era una scelta: andare avanti o tornare indietro, lasciar tutto com'era o evolversi senza peso. Liberare la mente per essere sereni, ma la sorte non è stata si affabile con le nostre tristi anime. Nuove dame vengono al mio cospetto o son io che vado da loro con grande rispetto. Muro contro gomma si ritrovano a lottare come nel disegno di un antica guerra portata a compimento da una strega tremenda.
Cavaliere tu che sogni di antichi e nuovi amori, lascia che il ciel ti perdoni. Se del Fato hai paura, occhi accorti, c'è dalla montagna la pianura. Il tuo esercito sente il tremare del tuo incespicare. La nebbia ti avvolge già. Accendi la torcia nel tuo peregrinar. La carne puzza, il sangue dalla rabbia ribolle. C'è il tuo nemico, il demone prende le sue forme.
Ho un solo colpo, mira alla testa o a il cuore. Colpisci con il tuo ardore per salvate il tuo triste amore. Panico che assale al suo capezzale. Vincerò la battaglia ed otterrò il regno tuo non solo del valore la medaglia. Nulla sarà lieto come un finale assai quieto.
Che l'amore trionfi senza sconforti. Lotteremo noi per questo ed arrivederci a presto verso nuovi confini ed orizzonti, verso la fantasia che tu presto sarai la dolce sposa mia.
ragioniere, impiegato, musivista, poeta, pittore, scrittore, studente del liceo artistico di Grosseto, ho fatto numerose mostre a Grosseto e provincia ed a Roma. Ho pubblicato diversi libri di poesie e racconti
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