Ipotesi di un racconto 2 (perché partire?)
Lui la guardò negli occhi con lo sguardo serio, lasciò passare del tempo prima di formulare una domanda poi, dopo un attimo di silenzio dove prese tutte le sue forze, le disse con voce rauca "Devi partire!"..."Perchè?" le rispose lei..."Perchè il mondo è fuori che ti aspetta!" rispose lui..Era perplesso, un po’ contrariato, perchè lei non capiva le opportunità che perdeva, restando ferma nello stesso punto, non si rendeva conto di tutto ciò che il mondo poteva offrirle, delle ricchezze che la conoscenza poteva concederle, le si sarebbe aperto un mondo nuovo, ma lei lo guardava strano, come se avesse detto un eresia, come se avesse formulato un insulto alla sua persona... Restarono in silenzio, ognuno assorto nei propri pensieri... Poi lei si spostò e si avvicinò alla finestra, era l'ora del tramonto, il giorno stava lasciando il posto alla calma della sera, il sole di un rosso stupendo, si allontanava maestoso colorando ogni cosa al suo passaggio, gli uccelli avevano smesso di canticchiare, anche il vento si era calmato, c'era tutto intorno un senso di pace e tranquillità da far invidia ad un monastero. Senza nemmeno girarsi a guardarlo lei disse di nuovo "Perchè?".Lui la guardo allibito ed incredulo e lei continuò"Perchè dovrei partire, cosa può darmi di diverso un altro posto?" e lui scuotendo la testa "Ti farà capire chi sei e cosa vuoi!" le disse quasi gridando... Lei si girò sorridendo, "E cosa dovrei capire di me? I miei limiti? le mie possibilità?Per farne cosa?...Era senza parole ..letteralmente senza parole lei non capiva, anzi non voleva assolutamente capire il senso delle sue parole se ne stava li a guardarlo con il sorriso sulle labbra, con quello sguardo che sembrava dirgli che era una domanda sciocca, che non aveva senso, ma come poteva non avere senso quello che lui voleva fargli capire, viaggiare andare alla ricerca di mondi nuovi dove poter lasciare che la propria anima prendesse vita, come non poteva capire l'opportunità che andava a perdere restando ferma sui propri passi..Si guardarono ancora, lui con tutte quelle domande che gli comparivano negli occhi, e lei con quello sguardo calmo, quasi da sembrare assente, poi lei gli disse " Un giorno capirai che non sono i luoghi a decidere cosa siamo e cosa fa per noi, e che forse il vero senso delle cose, è che non deve esserci per forza un senso, vivere è già una grande opportunità, c'è chi ha bisogno di tempo, chi di spazio, chi di parole, chi di musica, chi di silenzi, per ognuno di noi c'è un diverso sentire, ma la cosa che ci unisce tutti è esserci in qualsiasi modo.". Detto questo prese un bel respiro e usci dalla stanza... Lui restò in silenzio, poi prese un libro, si sedette sul divano e iniziò il suo viaggio.....
il mio nome è cinzia, sono nata in un paesino vicino a roma,amo molto i gatti e ne ho 20.. che dire di me... lunatica al punto giusto, pessimista, (ma lo nascondo molto bene) permalosa quanto basta, perennemente malinconica ma con sprazzi di euforia( a seconda della luna) mi emoziono davanti ad un film o ascolta
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