Del mare e di altre meraviglie
Varco quel cancello: la sbarra, la guardia alla porta ed entro in un altro mondo, pochi metri tra gli edifici militari e comincia una strada che sembra disegnata su un film americano, Texas? Arizona?
Abbasso i vetri del finestrino e l'auto viene inondata da una massa di aria calda, molle, profumata: profumata di terra brulla, di erba cotta dal sole e dal vento, dall'odore intenso di qualche pino marittimo che cresce nonostante il vento, si contorce in tutto il suo tronco e riesce portare la sua chioma verso il cielo.
Procedo a passo d'uomo, sono le regole, ma non vorrei fare altrimenti, quell'odore mi ricorda i prati sconnessi delle mie estati bambina e... era talmente assordante che quasi non lo avevo distinto: il frinire gioioso e feroce delle cicale, invade ogni spazio, non lascia spazio nemmeno ai pensieri. Ma cosa vorresti pensare mentre guardi questo cielo azzurro e ti incanti su quella nuvola bianca e spumosa che è rimasta impigliata ai rami di un albero? Cosa hai da pensare mentre tra una duna ed un rovo vedi spuntare a destra lo scintillio di un mare che sembra fatto d'oro? Cosa vuoi pensare quando respiri e diventi quella strada, quella curva, quella discesa, e dentro l'abitacolo sei tutta la selvaggia natura possibile? Ricordo improvvisamente che qualche anno fa ho visto attraversare la strada ad un cinghiale con suoi piccoli, poco più avanti c'è una fossa di acqua calda e fangosa e, come evocata, ecco una macchia scura sulla sinistra, un'ombra? No, è lei e da quell'ombra nera si distaccano due piccoli, loro sono colorati, colore dell'oro brunito ed una striscia più scura a dividere il dorso, sono incerti, ed anche lei che forse non mi aveva sentita arrivare, accosto al bordo della strada, lei alza la testa mi guarda, quasi a sfidarmi, un breve sguardo e poi spinge i suoi piccoli attraverso la striscia d'asfalto fino a sparire nel folto della boscaglia, sorrido, mi mette allegria questo incontro, mi fa pensare quasi di avere il potere di evocare qualche piccola magia! Ancora qualche minuto e la strada diventa un viottolo polveroso e pieno di buche, qui gli alberi sono alti, i rovi talmente intricati che nascondono la vista, sono arrivata, parcheggio l'auto ed aspetto che la polvere si posi a terra, scendo ed il mare è lì, ancora più luminoso, ora ne sento l'odore. Lascio alle mie spalle le cicale impazzite d'estate, il vento mi accarezza le braccia, l'acqua è un invito al quale non so resistere, cammino lungo la spiaggia di conchiglie mi fermo e sono già lì, nell'abbraccio fresco e rassicurante del mare che tanto amo. E' intorno e sopra di me, mi bagna la testa, mi accarezza i piedi mi fa sentire accolta, leggera, senza confini
Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,
Commenti (1)
Quanta dolcezza esonda dal pensiero di questa brillante autrice. <br/> La Barone con sguardo attento suggerisce la strada per estrapolare il bello d'ogni quotidiano approccio.
