La stanza dei ricordi
Il piccolo Tommy curiosava tra gli oggetti custoditi gelosamente nella “ stanza dei ricordi” che la nonna Amelia aveva lasciato inavvertitamente con la porta socchiusa. Trovò un cavalluccio a dondolo che gli piacque molto. Aveva il volto dolce e triste, al contempo. Lo fissò e, piano piano, si addormentò. Sognò la nonna Amelia, giovane, sorridente felice con il nonno Tommy, portava il suo nome, sul cavalluccio. La nonna aveva una folta chioma di capelli che, dondolando, delicatamente, si muovevano al vento e le accarezzavano il viso, com’ era bella! Non capiva, Tommy, perché ora, invece, aveva smesso di sorridere: solo qualche volta lo faceva, e con lui. Quando Tommy si svegliò la nonna era lì accanto a lui, aveva vegliato sul suo sonno senza che lui se ne accorgesse. Tommy la guardò era bella come l’ aveva vista sul cavalluccio col nonno. – Nonna, - perché non sorridi sempre così? Sei meravigliosa! – Tommy- rispose la nonna, quando vedo quel cavalluccio sono felice ma triste come lui, vedi?
Felice perché ricordo di aver conosciuto sul suo dorso, il nonno. Era una bella giornata di primavera, l’ aria calma e rilassante; ero in un parco a raccogliere violette e, inavvertitamente inciampai su una briglia del cavalluccio sul quale il nonno era seduto per farsi immortalare in una foto. Non abitava qui, era venuto per una gita di istruzione. Mi fissò profondamente; quando i nostri sguardi si incrociarono, subito capii e capì, poi mi disse, che le nostre strade non si sarebbero mai più separate. Ma la vita terrena separa, ahimè! i cuori. Forzatamente le nostre strade sono, momentaneamente, divise. Suvvia - aggiunse- asciugando una lacrima, ora ci sei tu Tommy ad aiutarmi a proseguire il cammino, non è vero? Sei tu la mia stanza dei ricordi. Ed ora che lo sai ti voglio ancora più bene. – Certo nonna -.
Tommy e la nonna lasciarono la stanza e, richiusa con cura la porta, presi per mano, promisero che quello sarebbe stato il loro segreto: ogni volta che si sentivano un po’ tristi sarebbero entrati in quella stanza saliti sul cavalluccio a dondolarsi insieme a consolarsi insieme a camminare insieme, incontro alla vita.
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