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Fantasy 6 febbraio 2015 · lettura 3 min · 1192 letture

Luna, biancheggia il mar di te

Rosita Bottigliero 51 racconti pubblicati
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Sei lì   stasera, tra il dire e luce che biancheggia  il mondo, o dovrei dire illumina?

Appagata luna che in cor   si ascolta al ventoso mare... lasci nel dire un oscuro dare.

Vento, pioggia e vento, ogni spessore di libertà perduta si inclina al pesante fare di un mondo lasciato al suo fondo.

Nuvole cariche di pioggia, lasciano cadere filamenti di gocce che riempiono i giorni.

E tu sei lì, a guardare con occhi fissi il respiro ancora debole del credere ancora... 

Luna persa nel portico dell'emisfero, reso buio dall'alto settore del cuore, e muore.

Notte, guarda anche tu, oltre il buio del vero, la remota speranza del credere ...

Spazi arresi di gioie regalano baratri di sorprese precluse al vento.

E son certezze, paure avvezze, insolite vie di un buio avanza.


Era una serata senza luce, la nuvola diffondeva i suoi umori di pioggia in un classico disegno di pensieri. 

Linea marcata di un cielo grigio ne sussurrava il tempo, sempre più scuro, nella vorticosa situazione del temporale. 

Dormiva il cuore, ma dalla finestra  dei pensieri,  un sussulto ne avvolse il perenne chiedersi del freddo che albergava   il cuore, nelle stanze fredde del mondo.

Corse il seguitare   inconsueto dell'orologio   appeso alla mente.   Non si scrutavano   le parole, ma, le mani su un foglio di carta avevano   impresso righe di versi sdruccioli, un'atmosfera senza dubbi.

La notte era appesa al sentire, sciami di attimi   correlavano   la mente, e nel suo complesso, tutto si muoveva come rotante   intorno al nucleo della vita: vivere.

Lasciata   la mano scrivente per assaporare i minuti resi celeri dal vivo   dire della poesia. 

Cosa fai? Chi sei tu? Cosa speri da un pulviscolo di nuvola grigia che si intreccia nel suo insieme? 

C'era   una   scia, passi incerti del presente in un quadro  perfetto della vita. 

E c'eri   sempre tu, tra i silenzi e le parole appena scartate da un mondo di visioni, corse ad acchiappare   il tempo senza fermarlo e imprimerlo nel vento. Lo sfiori, lo cerchi, ma poi se ne va da solo senza mai avere ciò  che il discorso somigliante   arriva al dire. 

Ma sei tu, in questo inverno mutilato delle parole, senza fondo di verità.   Dai discreti   assurdi resti delle ore chieste, e suonate solo in un verso.

Passa il fiume nelle parole, trascina il mare, ogni nuvola che si trova nel frattempo in modo tale da poter procedere avanti.

Sei lì,   stasera mi abbracci di raggi  di luce infusi in un chiaror  di stelle appena salutate.

Ti fai spazio nella mente, e lineamenti   di perché   afferrano   la notte   dei sogni ormai spenti.

Mi guardi, in un sentiero di piccola parte della storia

 ...tu vivi.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Rosita Bottigliero

Insegnante, curiosa delle cose impossibili. Tutto ciò che faccio lo dedico con il cuore, non sono superficiale. Odio l'apparenza e le false amicizie. meglio non dare che dare poco.... Rosita

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Dolcezza e melodia. Poesia nel racconto. (Pagu)

Emozionante! (Maria Luisa Bandiera)

Commenti (1)

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Pagu7 febbraio 2015

Bel racconto cara Rosita... alcuni momenti che hai descritto sono profondamente poetici e catturano il pensiero del lettore portandolo nella magia, misteriosa e avvolgente, che nasce dalla visione della luna. Quante emozioni nascono da lei e tu in questo racconto, con uno stile dolce e musicale, le hai descritte perfettamente. Ottimo.