93 lettori online · 359.813 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Amore
Amore 10 luglio 2015 · lettura 5 min · 1384 letture

L'abbandono

Anna Rossi 116 racconti pubblicati
+ Segui

La villetta, un po’ fuori mano, era collocata fra il verde e la siepe d’ alloro, tutto intorno sembrava magia… dalle rose dai colori accesi, alle petunie sfumate di rosa e bianco, ai gerani di un rosso sgargiante che coloravano il lungo balcone.

Sul prato, giochi di bimbi rendevano idilliaco il tutto.

Un quadro perfetto, almeno visto da fuori, perché quello che stava accadendo fra le mura di quella casa, non era niente di bello, al contrario si stava celebrando la disperazione, lo sconforto, la rabbia, il rancore…
“ Non andar via”, lei lo guardò supplichevole, lo sguardo velato, trattenendo a stento le lacrime, che copiose volevano rigare un sorriso ormai rassegnato, lui indifferente continuò a preparare la valigia con le sue cose, evitando, puntualmente, di guardarla. 
Un comportamento abituale, di una persona incapace di essere onesta con se stessa e con gli altri, ammettendo le proprie colpe.
Maria si rese conto di aver calpestato anche l’ ultima briciola di dignità che le era rimasta, chiedendogli di rimanere.

La sua mente cominciò a macinare tutti gli anni trascorsi insieme e come in un film, tutte le scene si susseguivano, in un vortice di dolore e disgusto. Il cervello le martellava su un solo pensiero, quando il marito aveva smesso d’ amarla? Meglio… pensandoci, l’ aveva mai amata? Più si arrovellava nel cercare delle risposte, più la confusione aumentava nella sua testa sconvolta. Forse la colpa era sua, l’ aveva trascurato per i suoi figli, facendo esclusivamente la mamma, ma poi un’ altra vocina, le ripeteva che lui non si era mai preoccupato di lei come donna, non si era mai chiesto se lei fosse felice o meno. Era data per scontata come un qualcosa che c’ era perché doveva esserci… Dopo un po’, Andrea, finito di preparare la valigia, si girò verso la moglie e con rancore le disse che sarebbe ripassato a prendere le sue ultime cose un altro giorno e che probabilmente, l’ avrebbe fatto quando in casa non ci fosse stato nessuno. 

Lei, incredula continuava a fissare il marito, si sentiva impietrita nell'animo, come se tutto questo stava capitando non a lei ma ad un’ altra persona. 

Incapace di rispondere e con la lingua paralizzata dallo stupore, osservava la scena, sperando che la sua mente ritornasse in sé e uscisse da quell'incubo in cui era sprofondata. L’ uscio sbattuto con rabbia la fece sussultare, pensò che per fortuna i suoi due splendidi bambini non erano presenti. Come un automa si lasciò cadere sul divano, non si rese conto del tempo trascorso, infatti, dal sole che illuminava la stanza, era sopraggiunta la luna, incredibilmente bella quella notte, quasi a volerle fare compagnia.
Restò così fino all'alba, quando finalmente riuscì ad alzarsi, il viso distrutto, annichilito, sconvolto… si guardò in uno specchio e si vide invecchiata di colpo, quell'uomo era stato capace di distruggerla nel cuore e nel corpo. L’ indomani, raccogliendo le poche forze che le erano rimaste, pensò a come dirlo a suoi bambini. Non voleva raccontare delle bugie, ma doveva affrontare la situazione che sarebbe stata sicuramente difficile. Convenne che forse doveva lasciarli ancora un po’ dai nonni, per avere lei, il tempo di accettare l’ accaduto, si sentiva come un libro già letto che non dà più emozioni ma si accantona in soffitta. 
Di colpo, capì di aver vissuto all'ombra del marito, oscurando i suoi desideri, i suoi sogni, accettando qualsiasi decisione presa da lui, indice di un carattere fragile e di una voglia di compiacere agli altri, sentendosi sempre non all'altezza, di questo, lui ne era consapevole e aveva giocato con lei come il gatto con il topo. Priva d’ energia, nei giorni a seguire, continuò a respirare, a muoversi, sforzandosi di mangiare qualcosa, ma il tutto era ovattato, cristallizzato nel momento che l’ uscio si era chiuso. Uscì in giardino e si accorse di aver trascurato anche i suoi fiori, le petunie, per la mancanza d’ acqua, avevano le corolle reclinate, i petali di rose sfiorite ricoprivano il viale, era tutto risecchito come il suo cuore.

Improvvisamente sentì il bisogno irrefrenabile di vedere i suoi figli. 

No, non era sola! Aveva tanto amore dai suoi bambini, erano la speranza del suo domani.
Quando arrivò a casa dei suoi genitori, Marco e Giulia, corsero fuori ad abbracciarla, lei li strinse a sé così forte da soffocarli, riempendoli di baci, bastarono i loro sguardi, per credere che ce l’ avrebbe fatta anche senza di lui. Andrea non era indispensabile, lei avrebbe continuato la sua vita con forza e dignità, riempendo quel vuoto, nel realizzare se stessa, riappropriandosi dei suoi sogni, aveva ancora voglia d’ amare e di sentirsi viva. Le lacrime cominciarono a sgorgare come un fiume in piena, senza riuscire ad arrestarle, scoppiò in un pianto liberatorio.

Salì in auto e si diresse verso la casa al mare, aveva desiderio di passeggiare sulla sabbia bagnata, sentire sul viso la brezza marina e addormentarsi con lo spumeggiare delle onde, perdersi nei colori del tramonto, e liberare la sua anima, abbracciando il mondo!

 

💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Mots en délire
Racconto successivo ›
Ricordi, sale e lacrime I
‹ Precedente di Anna Rossi: Un cuore di fanciulla
Successivo di Anna Rossi: Uno scomodo passato
L'autore
Anna Rossi
Tutti i racconti →

La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un racconto triste ma con un finale aperto.. (Annamaria Gennaioli)

A volte quando una storia finisce, si trova la (Sara Acireale)

forza di rinascere a nuova vita. FIOCCO (Sara Acireale)

alcune volte è necessario andar via.. (Giacomo Scimonelli)

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Gennaioli11 luglio 2015

La vita continua sempre, basta solo guardarsi intorno e trovare la strada, poi l'amore qualunque esso sia porta sempre a camminare con la testa alta verso orizzonti infiniti...

Giacomo Scimonelli21 luglio 2015

rabbia, stupore e dolore... noi uomini, alcune volte uccidiamo e regaliamo dolore a chi ci vuol bene, senza renderci conto prendiamo decisione avventate che forse andrebbero discusse con calma... ma ci sono situazioni e situazioni... in alcuni casi mentire e prendere in giro può essere ancora più dannoso e andare via è la soluzione meno meschina... nessuno però è essenziale e quindi si può ripartire da zero ed iniziare una nuova vita... mi dispiace per i figli che ancor piccoli non capiscono giustamente le separazioni... un racconto che mi ha commosso e mi son rivisto in Andrea e mi vergogno di questo...