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Amore 8 gennaio 2011 · lettura 3 min · 1274 letture

Ore di pausa

carla vercelli 6 racconti pubblicati
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Dovevano vedersi. Doveva dirglielo. Era tanto che doveva. Fissò il corso, a quell'ora era deserto, desolatamente deserto. Si passò una mano fra i capelli, bellissimi e intricati, si guardò il Pryngeps. Era l'una. Si sentiva dai palazzi circostanti il rumore delle stoviglie, qualche parola, un lento frammesso nella quiete della pausa. La sua mente no, non era quieta. Lo aspettava fremente, come sempre, come tutte le volte che erano andati a far l'amore al quinto piano dell'albergo di fronte. Però stavolta glielo avrebbe detto, sì stavolta avrebbe sfoderato tutta la sua grinta, gli avrebbe rinfacciato tutto, il suo averla usata, la sua mancanza di decisione, non poteva continuare così. Lo amava lei, si disse...

Lui arrivò, sfrontato, pungente, tenero come sempre, le cinse la vita, si baciarono. "Andiamo..." disse. Negli occhi di lei passò la rabbia e lui se ne accorse. "Cos'hai?" chiese in modo sentenzioso. "Dove...andiamo?" replicò lei "Ancora? Questa è l'ultima volta, se non ti decidi a dirlo a tua moglie!"  "Ma sei impazzita? Vuoi che torni a casa e le comunichi -bene, adesso ti lascio perchè mi sono innamorato di un'altra- ."  Innamorato... il viso di lei si illuminò. In tutti quegli anni non le aveva mai detto di amarla... Era sempre stato molto attento ad usare le parole, era attratto dalle sue morbide forme, dalla sua disponibilità assoluta, eccitato anche dal fatto che la sapeva innamorata di lui, ma se ne era ben guardato dal lasciarle intendere di essere coinvolto  anche sentimentalmente. Gli tornò alla mente la prima volta che la vide al giornale,  cinque anni addietro, lei aspirante giornalista, lui già capo-redattore, quando non si era sentito neanche dare del "tu" ed era rimasto sbalordito da tanta timidezza, su un paio di gambe come quelle.

"Allora tu sei innamorato di me? E da quando?" lo canzonò lei "Pensavo che tu le donne le usassi e basta, come quella con cui ti ho visto l'altro giorno" il suo sguardo si fece furente. "Non sei mia moglie!" si schermì lui.

"Già, ma non sono neanche la tua puttana preferita! "  "Vedo che oggi sei di cattivo umore, non ti ho mai trattato da puttana..." Era vero. "Anche se sul 'preferita' sono assolutamente d'accordo." continuò lui.  Lei non sapeva se ridere o se piangere, avvertì solo allegria e disperazione, gli passò due dita sulla guancia e lo baciò con la solita tenerezza che lo affascinava ed eccitava. "Andiamo!" dissero insieme.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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