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Fantasy 23 agosto 2016 · lettura 3 min · 1237 letture

La Parca degli umili - SA FILONZANA

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Visechi 11 racconti pubblicati
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 "Piano piano, senza far rumore, occultato, cammini immerso nel buio notturno. Il silenzio, rotto solo dal frinire dei grilli e dallo stormire delle fronde degli alberi, avvolge ogni cosa. Solo la luna, argenteo solitario guardiano dell'immensità delle valli avite, guida i tuoi passi. Nei villaggi, i vecchi incartapecoriti da mille anni di fatiche ammoniscono severi che in questi recessi i passi siano sicuri e prudenti, ché incespicare nelle radici di un albero o in un sasso potrebbe risvegliarla, scotendola dal torpore in cui il progresso e la civiltà vorrebbero relegarla. Chi vive qui sa bene che è viva, è solo assopita e il suo risveglio, qualora volgesse il suo gelido sguardo verso di te, sarebbe nefasto, ché il filo della vita, spezzandosi, giungerebbe alla fine. La 'filonzana', col suo fuso dorato, fila la vita e stringe fra dita grinzose il destino degli uomini. Solo lei lo conosce. Quando t'incontra ti ruba la vita, l'estirpa dalla bocca e la porta con se: si nutre di essa. Qui, quando tutto tace, e il rumore dell'uomo s'acquieta, quando è solo la Natura selvaggia a cantare la sua malinconica nenia, la 'filonzana', orrida vecchia, ricurva sotto il peso del Fato, percorre i sentieri selvaggi e i campi arati di fresco in cerca di Vite da portare lontano. Le conduce con sé, fra i misteriosi recessi insondabili per l'occhio dell'uomo. E' una visione spettrale: vestita di nero, un'orrida maschera calata sul volto, rassetta la casa con una scopa di crine e il bastone forgiato con le tibie dei morti. Ha gli occhi infossati e uno sguardo di ghiaccio; ha lunghi, scomposti poveri resti d'incanutiti capelli, celati sotto un lurido brandello di panno dal funereo colore. Lenta e greve cammina fra i boschi e irti sentieri, fra i lerici, il lentisco ed il mirto, fra aridi campi percorsi dal fuoco, guada ruscelli, supera monti, incutendo timore a coloro che incontra per strada. Le genti la sfuggono fra mille scongiuri. Ma Ella prosegue riverita e temuta, fintanto che il filo di qualche povero cristo spezza. Allora son truci lamenti di umili prefiche. Si levano mesti dalle povere case fatte solo di pietra. Ma è il destino dell'uomo, lo si accetta così, fra pianti e tormenti, come volle mandarlo chi la ebbe guidata a bussare alla porta. Se viaggi per monti e per valli, se sgombri la mente da inutili cure, la vedi ancor oggi, piccola nera vecchina, spiccare fra rocce bruciate dal sole o riarse dal sale."

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