Un brutto incontro
Affannata continuava a correre in preda alla paura, inciampava e si rialzava guardandosi sempre alle spalle. Cercava di scappare da quell'incubo che aveva appena vissuto e cercava di farlo più velocemente possibile, ma sentiva quei passi ancora troppo vicini a lei. Si guardava attorno per cercare qualcuno, qualcosa, una via di fuga, ma non c'era niente di fronte. Solo il buio pesto della notte. Sentiva il cuore scoppiare in petto e nel suo battito si perdeva e tornava a quelle immagini .
- Ciao! sono Paolo
-Io sono Laura, sono contenta di incontrarti.
- Sì, pure io. Era pur giunto il momento di incontrarci dopo tutti 'sti mesi a chattare , non credi?
- Esatto. Allora che si fa?
-Non lo so, dimmi tu!
- Ti va di andare a prendere un caffè?Conosco un bar molto bello non molto lontano da qui, così possiamo parlare tranquillamente e conoscerci un po'.Dai sali sulla mia auto
- Sì, ma dove si trova esattamente? Sai non sono mai salita sull'auto di chi non conosco.
- Non temere credi che possa essere un tipo pericoloso? Ho aspettato tanto per incontrarti perché mai dovrei fare del male ad un bellissimo fiore!
- Hai ragione. Scusami, andiamo.
- Quindi, cosa ne pensi? Sono come mi immaginavi, oppure ti ho deluso?- No, no. Sei proprio come ti vedevo nelle foto. E io?
-Tu sei diversa, sei alta, magra e molto bella. - Scusa ma come m'immaginavi?
-Perdonami! un po' cicciottella e piccolina-
-Ah ah ah! bella questa!
Correva ma non sapeva dove andare. L'unica cosa che sapeva era quella di mettermi in salvo e chiamare qualcuno, ma tutto ciò sembrava impossibile. Era troppo lontano dalla città, in un tratto deserto fatto di alberi e di cespugli incolori . Sentiva solo il suo affanno e il battito frenetico del cuore mentre riviveva le immagini di quella sera.
- Allora cosa mi racconti? Mi sembri nervosa. Stai sudando?-
- No, è che... non so cosa sia.. mi sento strana-
- Spero in maniera positiva.
- Sì, sì certo.
- Allora se è così non pensare ad altro.
- Bene.
-. Dammi la mano.
- Cosa?
- Dai su . Dammi la mano-
- Ah!!! Ok.
- Dicono che quando si ci sente nervosi non c'è meglio di una stretta di mano-
- Davvero?
- Sì, dicono che faccia rilassare, perché il contatto fa acquistare energia positiva -
- Non posso crederci! !!
-Ok! Dai proviamoci. Poi si vedrà chi ha ragione. Così va meglio?
- Sì.
Una luce soffusa arrivava dal fondo della strada.
-Una casa, posso farcela.
Accelera la corsa affannata arriva sull'uscio incominciando a suonare il campanello e a battere con le mani sul portone, urlava forte da risuonare un eco sordo tra le foglie tremolanti
-Aiuto!! aprite vi prego!
Intanto la sua mente rievoca l'incubo passato
- No! No! Non voglio .Non mi tocchi!
- Uuuh! la signorina non vuole essere toccata. Ha paura che le si sgualcisca la camicetta!
- Ho detto: non mi toccare, stronzo. Shplaff!!!
- Ehi, la signorina si ribella. Mi ha dato pure un pugnetto. No, queste cose non si fanno se non si è in grado di colpire bene.-Vedi come si fa? così stronzetta! Shplaff!!!!
- La prego, la supplico mi lasci andare .
- Oh, - Perché altrimenti che fai?
- Niente! Ti giuro niente, non dirò nulla a nessuno quello che è successo! Però la prego mi lasci andare, mi sta facendo male!! .- Allora non l'hai capito che non devi dare i pugni se non sai farlo. Guarda come si fa.
. Ahiiiii!! Aiutooooooooooo!
- Chiama aiuto, qui non c'è nessuno! Puoi urlare quanto vuoi non ti sentirà nessuno.
Con un forte spintone la ragazza riesce a liberarsi dalla presa del suo aggressore e aprire violentemente lo sportello dell'auto e fuggire
Che fai scappi? Brutta puttana prima me lo fai diventare duro adesso vuoi andartene così?
- Vai! Corri, corri. ah ah ah!!!! tanto ti prendo!
Era stremata, gridava con tutta la sua forza battendo sempre più forte le mani sul portone ma nessuno rispondeva. La finestra illuminata all'improvviso si spense. Tornò un po' indietro per vedere se lui l'avesse seguita. All'improvviso una voce spettrale seguita da un calcio e un pugno sul viso la fece cadere per terra .Un rivolo di sangue caldo le scendeva dal labbro.
-Ciao fiorellino ci rivediamo
Distesa con il viso verso il cielo e con lo sguardo impietrito da tanta assurda violenzaripercorreva le ultime immagini mentre due mani strette intorno al collo la soffocano .
- Ciao! sono Paolo? Io sono Laura.
Prima di esalare udì le sue ultime parole .
-Lo vedi puttana che t'ho presa, adesso non farai più la stronza
Sono nata un giorno d’estate .In un giorno come tanti ,uguale ad altri fatto di routine quotidiane e di tran tran giornaliero . Un giorno di afa, uno di quelli in cui la città rimane vuota e silenziosa .E’ proprio in quel giorno dove il silenzio emergeva lungo la corsia dell’ospedale, cosa rarissima da sentirsi, che
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