Un abbraccio
E poi... poi incrociarono le braccia in un abbraccio senza fine. Nulla, non c'era nulla che aveva consistenza ed ogni presenza intorno era assenza. Erano loro e basta si contarono in un attimo: due, anzi uno, due metà che sommate fanno uno o forse due... A volte un abbraccio é il libro della propria vita che in un attimo, chi t'abbraccia legge, una storia che lascia senza fiato. E poi... poi puoi anche morire, ché la vita é tutta lì e tu sai che non c'é dell'altro per cui vale la pena. E tutto intorno, é superficialità, inutilità oggettiva che non serve. Oltre quell'abbraccio c'é poco... Si ferma il tempo nel tempo di un abbraccio, ogni secondo stilla come la rugiada sui fiori, come gocce a formar stalattiti. Un abbraccio vero, sentito, insomma quello che fai con l'anima, riesce a sconvolgere tutte le leggi che regolano lo scorrere del tempo così che, persino un secondo, un solo secondo può essere eterno. Essi sono due in uno o uno "due metà" e quelle mani che accarezzano le scapole magre che fuoriescono come ali di Angelo da un corpo di donna ormai più che grande, nel viso solcato dagli anni e da mille storie, sono un miracolo che non fanno di lui un santo ma un uomo vivo e generoso nel sentimento e nell'offerta di se. E lei, lei ricambia quasi a dire: "sono mie queste mani che stringono spalle stanche, queste mani non ti lasceranno mai, saranno per te casa e Amore"... (continua...)
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
