Piangere
Passo sempre per la stessa strada come faccio ormai da anni, il ciuffo d'erba è sempre lì al centro dell'asfalto rovinato. Mi ricordo la prima volta che la percorsi di notte, da sola, mi sembrò da lontano, un animaletto fermo e poi avvicinandomi, lo individuai e per otto lunghe notti lo incontravo riconoscendolo come un segnale. Tornavo sola dall'ospedale dove mio marito era ricoverato per una grave operazione che aveva messo in serio pericolo la sua vita. Ho passato tutti quei giorni al suo capezzale entrando secondo gli orari di visita e attendendo al freddo di Febbraio fuori. Ero felice, tutto era andato bene, e lui mi diceva:"ti amo tanto".Il 14, giorno di s. valentino lo riportai a casa, emaciato, dimagrito, quasi verde in viso, ma guarito. Tanto tempo è passato da quel giorno. Antesignana in tutto, ciò che poi sarebbe diventato normale, mi sono sposata incinta, e a quel tempo era una vergogna grave, additata da tutte le amiche ben pensanti di mia madre. Negli anni ho avuto un secondo matrimonio con un uomo molto più giovane di me e anche allora fu uno scandalo, un capriccio a cui non avrebbe dato credito nessuno, mi giudicarono in mille modi, meno che per il fatto che fossi veramente innamorata e lui di me. Innamoramento che è durato 35 anni con l'incredulità di tutti. Sono sempre stata assetata d'amore, sono nata col cuore gonfio oltremisurae fino ad allora ne avevo dato tanto, ma ricevuto molto poco. Ho sempre seguito le vie del sentimento, tenendo un po' lontana la ragione, ora lo so, ma è tardi troppo tardi. Il mio cuore mi ha solo tradito. Non importa quanto dura un desiderio quando è grande e anche appagato, rimane quello fino alla fine della vita. Ora infatti che la mia vita volge alla fine, con la consapevolezza che ho molto sbagliato, il desiderio d'amore è rimasto intattocome fossi un adolescente. Tutto il piccolo mondo che mi circonda non capisce quanto e per quanto tempo il dolore possa colpire in profondità,distruggendo l'anima e il fisico. Ricevo belle parole, rimproveri aspri per essere debole per non voler reagire, di voltare pagina; sì volto pagina, ma quelle appena lette rimangono nel racconto, altrimenti..... Ora che il destino mi ha colpito gravemente, indipendentemente da ciò che l'ha causata, sono caduta in depressione, il cosiddetto male oscuro. Quanto frugo nel mio cuore, nel mio cervello, nella mia consapevolezza in cerca di una soluzione che allevi la mia ansia, il mio dolore che ormai è diventato fisico. Vorrei vorrei tanto stare bene, serena, per quel che si può,ma so solo piangere, piangere. Non vedo l'ora che venga il mattino di un altro giorno, che qualcosa sia cambiato, poi non vedo l'ora che venga la sera per dimenticare la vita dormendo.
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!