Il Padrino
Le famiglie sono due, ambedue con lo stesso cognome. La prima domina nell’ agro aversano. Famiglia di professori, commercianti, presidi, insomma benestanti e persone per bene che sono conosciuti rispettati ed inseriti nel tessuto sociale locale. La seconda proviene da S. Antimo e domina fino a Caserta dove svolge un fiorente commercio di olio alimentare con componenti anche di una certa cultura come un farmacista. Susy appartiene alla prima famiglia una simpatica e bella giovanetta, studiosa, seria, e con tutte le qualità di una brava ragazza di famiglia. Alfredo, chiamato però Tonino, appartiene all’ altro ceppo, studia in collegio, frequenta poi l’ università, ed inizia la professione di avvocato. Scena principale: una festa tra giovani dove si incontrano i componenti delle due famiglie comunque in qualche modo anche se alla lontana imparentate tra di loro. Un bel giardino, tavole apparecchiate stracolme di ogni ben di Dio come è d’ uso in quelle zone dove Don Nicola il più anziano di tutti si pregusta fette di prosciutto, formaggi, salami, mozzarelle frutta fresca, e di altre pietanze rigorosamente locali. Tonino canta a squarciagola “ ‘ O sole mio “ ed altre canzoni napoletane seguendo il cantante ufficiale dell’ orchestrina presente. Susy lo nota, lo avvicina, si parlano, si presentano e si conoscono. Lui dice di essere un giovane disoccupato, ma in cerca di un buon lavoro, e parlando, parlando, scopre che Susy è una parente di terzo grado che non aveva mai conosciuto prima. Si frequentano per un certo periodo, si fidanzano e si sposano. Don Nicola padre di Susy si accolla tutte le spese del matrimonio, e quando scopre che il genero acquisito è invece un benestante gli chiede la restituzione delle spese che in parte sarebbero dovute spettare a lui ed alla sua famiglia. Tonino si rifiuta categoricamente, prende e porta la sua sposa con se, e si trasferiscono a Roma e “ Chi s’è visto, s’è visto”!
FINE
Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,
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